Autodifesa = suicidio giuridico

Mar 25 • L'opinione, Prima Pagina • 414 Views • Commenti disabilitati su Autodifesa = suicidio giuridico

Patanegra

Porcherie

La tua casa viene svaligiata o tua moglie viene stuprata in tua presenza nella camera da letto? Per carità, non reagire, perché la legge e la giustizia danno ragione al criminale.

È uno scandalo. Perché il Consiglio nazionale ha deciso, per questi casi, a favore dell’autore di tali crimini. Esso ha respinto, con 117 voti contro 70, un’iniziativa parlamentare di Lorenzo Quadri (Lega/TI), la quale prevedeva l’esatto contrario, ossia che, per legittima difesa, in caso di intrusioni nelle abitazioni si possa fare qualcosa senza essere puniti.

In teoria, il sacrosanto diritto di legittima difesa rimane in vigore. Ma solo condizionatamente. Puoi ancora sì, se ti trovi un delinquente in casa tua, di principio, difenderti in modo “adeguato”, ma fai attenzione! Perché poi dovrai poter dimostrare in tribunale di esserti difeso in stato di “scusabile agitazione o sgomento”, perché altrimenti sarai TU suscettibile di condanna e non il criminale.

Prendiamo un esempio concreto: durante la notte, ti trovi in casa improvvisamente un intruso nell’atto di rubare tutto quanto possibile o addirittura di stuprare tua moglie. E allora ti difendi con un’arma da fuoco. Sbagliato! Perché, prima di usare qualsiasi violenza contro il criminale, avresti dapprima dovuto convincerlo amichevolmente a parole, che stava facendo veramente qualcosa di male.

Se con la tua difesa dovessi aver recato dei danni al delinquente, se hai fortuna, è possibile che eccezionalmente la cosa rimanga impunita. Ma devi prima dimostrare in tribunale la giustificatezza della tua difesa. Perché qualche avvocato indigeno di questi, perlopiù stranieri, criminali ti farà causa.

Concretamente, le cose si svolgeranno così: il tribunale del tuo distretto (se avrai fortuna) ti darà ragione. Poi, forse, due anni più tardi il tribunale cantonale incaricato del caso anche. Il Tribunale federale chiamato in seguito in causa – in costante applicazione della prassi CEDU della Corte europea dei diritti dell’uomo – tratterrà il tuo caso sensibilmente più a favore del criminale, ma la sua sentenza non è sicura e dipenderà dal caso. E la Corte europea dei diritti dell’uomo sentenzierà definitivamente che la sospetta intrusione nella tua abitazione è dipesa da una comprensibile situazione di necessità. Il criminale doveva tentare di tutto per appropriarsi di beni altrui, perché le prestazioni dell’aiuto sociale in Svizzera non sono sufficienti per lui e i suoi sette figli. Che poi abbia violentato tua moglie che giaceva a letto nella tua abitazione, deve essergli perdonato, perché da quasi un anno gli si impedisce di far venire in Svizzera – via ricongiungimento familiare – nemmeno una delle sue mogli residenti all’estero, e quindi soffriva di una grave astinenza sessuale. L’uomo è perciò da assolvere completamente. E gli si devono versare 75’000 franchi a titolo di riparazione e di risarcimento delle spese processuali.

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