Attacco frontale ai valori elvetici? Ma per favore…

Mar 20 • L'editoriale, Prima Pagina • 2369 Visite • Commenti disabilitati su Attacco frontale ai valori elvetici? Ma per favore…

Eros N. Mellini

Eros N. Mellini

L’UDC ha lanciato l’iniziativa popolare per l’autodeterminazione “Il diritto svizzero anziché giudici stranieri” che, non ho alcun dubbio, raccoglierà ben più del necessario numero di firme in un tempo di gran lunga più breve dei 18 mesi concessi dalla legge.

Ancora una volta, l’UDC sarà l’unico partito a battersi a favore di quel che ancora resta della nostra Svizzera democratica, libera e indipendente, contro tutti gli altri partiti che hanno già preso posizione con un comunicato congiunto di PLR, PPD, PBD, Evangelici, Verdi liberali, PS e Verdi. Mai al diavolo e all’acquasanta, si erano aggiunti così tanti altri ingredienti i quali, però, sono ben lungi dal rendere il cocktail più piacevole al palato del popolo che, verosimilmente, oltre a sottoscrivere in massa l’iniziativa, la plebisciterà poi in votazione.

Dicevo “quel che ancora resta della nostra Svizzera democratica, libera e indipendente”, perché è evidente la svendita che la Berna federale ha effettuato negli ultimi anni, di quei tre valori fondamentali, senza i quali la Confederazione non sarebbe mai nata. È assurdo e vergognoso che i pilastri fondamentali che servirono ai nostri antenati per creare una nazione (la famosa Willensnation”) vengano oggi banalizzati e disprezzati da chi è pronto a rinunciarvi per inseguire il sogno – ma farei meglio a dire l’incubo – dell’adesione a un’Unione europea che non ha mai traballato come negli ultimi anni. La stabilità dell’UE – se mai c’è stata – è oggettivamente a rischio di crollo, ma la maggioranza della Berna federale (il PS l’ha addirittura esplicitamente messo fra gli obiettivi del suo programma) insiste ostinatamente a volervi aderire, in totale contrasto con la volontà popolare più volte espressa in votazione.

Ed essendo la volontà popolare inequivocabile, si cerca di aggirarla con subdole manovre e con la complicità del Tribunale federale che, sempre più spesso, adotta sua sponte il diritto internazionale anche non cogente o addirittura la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. Ora, la Svizzera è tenuta all’osservanza del diritto internazionale cogente (chi trova ostico questo termine giuridico, può sostituirlo con “imperativo”), avendo sottoscritto le relative convenzioni sui diritti dell’uomo, ma questo comprende solo i diritti fondamentali (divieto di tortura, di genocidio, di schiavitù, e poche altre amenità del genere) i quali sono peraltro già ripresi dalla nostra Costituzione federale (Diritti fondamentali – Art. da 7 a 34 CF). Al di fuori di questi, il nostro diritto nazionale può e deve muoversi autonomamente, senza diluirsi in tutte le sfumature buoniste che la Corte di giustizia dell’UE (CGUE) e la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) hanno dato all’applicazione del diritto internazionale, guarda caso, sempre a senso unico a favore dei delinquenti.

Il nostro sistema politico, basato sulla democrazia diretta e su una continua riaffermazione della nostra indipendenza e sovranità, è indebolito – o addirittura consapevolmente minato – da una classe politica che non si ritiene al servizio del popolo, bensì alla guida di quest’ultimo considerato perlopiù come una palla al piede di cui non si può fare a meno ogni quattro anni per essere rieletti, ma che per il tempo restante dovrebbe star zitto, pagare e obbedire.

Ebbene, questa discutibile classe politica – che, chissà perché poi continuiamo a rieleggere – ci viene a dire ora che la nostra iniziativa a salvaguardia dell’autodeterminazione, quindi della sovranità elvetica, sarebbe un attacco frontale ai valori elvetici. Scusatemi, ma i valori elvetici fondamentali non sono innanzitutto la difesa della nostra libertà e della nostra sovranità? Non dice forse l’art. 2 cpv 1 della nostra Costituzione federale “La Confederazione Svizzera tutela la libertà e i diritti del Popolo e salvaguarda l’indipendenza e la sicurezza del Paese”? E un’iniziativa che recita: “1. Il diritto è fondamento e limite dell’attività dello Stato. La Costituzione federale è la fonte suprema del diritto della Confederazione Svizzera. – 4. La Confederazione e i Cantoni rispettano il diritto internazionale. La Costituzione federale ha rango superiore al diritto internazionale e prevale su di esso, fatte salve le disposizioni cogenti del diritto internazionale”, sarebbe un attacco ai valori elvetici? Ma non fatemi ridere! Semmai è un attacco contro una scandalosa volontà di sottomissione allo straniero o, per utilizzare toni meno pomposi, possiamo dire che intendiamo rimettere il campanile (fortunatamente i minareti siamo riusciti a proibirli) al centro del villaggio.

La verità è che, per colpa dell’atteggiamento servile e antisvizzero della Berna ma, soprattutto, del Tribunale federale, è possibile l’attacco ai nostri valori più tradizionali che l’armata Brancaleone, raffazzonata in fretta e furia dagli altri partiti, sta effettuando prendendo posizione contro la nostra iniziativa popolare. Ma mai come questa volta sono stato convinto che tra i vertici di questi partiti e i loro stessi elettori si sia aperto un abisso e che, al momento della resa dei conti (raccolta firme e votazione popolare), la stragrande maggioranza del popolo si schiererà con noi. È un peccato che non lo faccia anche in occasione delle elezioni, il rispetto della sua volontà a Berna sarebbe assicurato.

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