Assicurazione invalidità del canton Ticino: come tratta i nostri cittadini e pazienti/assicurati?

Nov 6 • Dal Cantone, Dall'UDC • 983 Visite • Commenti disabilitati su Assicurazione invalidità del canton Ticino: come tratta i nostri cittadini e pazienti/assicurati?

Dr. Orlando Del Don Deputato UDC in Gran Consiglio

Dr. Orlando Del Don
Deputato UDC in Gran Consiglio

Il nostro cantone non può più eludere il problema riguardo le modalità con le quali l’ufficio dell’assicurazione invalidità del canton Ticino tratta i nostri cittadini e pazienti/assicurati.

Sono anni oramai che siamo a conoscenza del fatto che l’UAI di Bellinzona non si assume le sue responsabilità di tipo medico-clinico, deontologico e socio-sanitarie rimandando a casa praticamente tutti i pazienti-assicurati che presentano patologie anche molto gravi e invalidanti. In tal modo negando quindi a questi ultimi i loro diritti. Pazienti-assicurati che non sono certo simulanti o simili e che non solo subiscono un gravissimo torto e illecito ma, soprattutto, vengono abbandonati a loro stessi e che inevitabilmente finiscono spesso a carico della pubblica assistenza (in tal senso l’UAI, pertanto e inoltre, rifiutandosi di ottemperare i suoi obblighi legali, contrattuali e costituzionali, ribalta questi oneri sui Comuni!). Senza considerare che i medici attivi presso l’UAI, che sottoscrivono queste “sentenze”, vengono pure meno anche ai loro doveri clinico-diagnostici, deontologici ed etici!
Come e’ stato riportato e denunciato anche in Gran Consiglio in data 19 giugno da un collega deputato super partes nel quadro della discussione sul consuntivo in relazione alla Sanità e socialità, Si ha l’impressione di essere confrontati non tanto con  un Ufficio della pubblica amministrazione (nello specifico l’UAI ) quanto piuttosto ad un “Santuario mariano” ; non contandosi oramai più i casi clinici che si presentano all’UAI con diagnosi non proprio leggere  – (anche dal punto di vista dell’ incapacità di guadagno oltreché lavorativa) come ad esempio quelle di schizofrenia catatonica, schizofrenia paranoica, polipatologie interniste gravi e gravissime, gravi disturbi dissociali e comportamentali, ecc. – che al termine del colloquio negli uffici suddetti si ritrovano per decreto amministrativo improvvisamente abili al lavoro e al guadagno!
Questa situazione è giunta ad un tale grado di distorsione e di assurdità che è oramai indifendibile anche dalle istituzioni pubbliche: e il nostro Cantone non può restare indifferente con la scusa che si tratterebbe di questioni riguardanti un’assicurazione federale. Orbene questo non giustifica la miopia, la non entrata in materia e la negligenza del CdS! Anche in considerazione di quanto recentemente accaduto ancora internamente all’UAI Ticino con il medico italiano indagato per truffa in Italia attivo al 100% presso lo stesso e, parimenti, titolare di uno studio medico in Ticino.

In considerazione di quanto appena esposto inoltriamo a questo lodevole CdS la presente interrogazione:

  1. Come giudica il CdS l’attività dell’UAI di Bellinzona in considerazione di quanto suesposto?
  2. Non ritiene necessario il CdS verificare quanto sopra attraverso – per esempio – una campionatura di dossiers a mezzo dell’Ufficio del Medico Cantonale?
  3. Nel lavoro di analisi e valutazione dell’operato dell’UAI di Bellinzona non si dovrebbero coinvolgere degli esperti esterni all’amministrazione?
  4. Non ritiene necessario il CdS allestire un rapporto in merito all’operato dell’UAI di Bellinzona alfine di poter finalmente chiarire ed eventualmente proporre soluzioni alla vexata quaestio?
  5. Non ritiene necessario il CdS coinvolgere in seconda istanza la Commissione speciale sanitaria del Gran Consiglio sottoponendo a quest’ultima un rapporto dettagliato qualora si decidesse      di procedere in tal senso?

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