Asilo: non si risolve il problema con l’ipocrisia

Mag 27 • L'editoriale, L'opinione, Prima Pagina • 1349 Views • Commenti disabilitati su Asilo: non si risolve il problema con l’ipocrisia

Eros N. Mellini

Eros N. Mellini

Lo ammetto, sono un cinico, ma mi riesce difficile accettare che i nostri governanti – sostenuti da tutto l’apparato del “politically correct” – continuino a ignorare il prioritario interesse del paese che sono chiamati a dirigere, a favore di una sciagurata politica che va ben oltre qualsiasi ragionevole solidarietà verso persone la cui gran parte non perde occasione per dimostrare di non meritarla. Perché, se è giusto e comprensibile che si dia rifugio e protezione a chi è realmente minacciato nella vita e nell’incolumità fisica nel suo paese, è anche vero che costoro rappresentano un’infima minoranza di quelli che quotidianamente bussano alla nostra porta. E quindi, la stragrande maggioranza di chi chiede l’asilo deve essere respinta, tralasciando qualsiasi personale riflessione di carattere umanitario.

Né tantomeno è accettabile che, per spingere al parossismo una politica umanitaria le cui dimensioni sono ormai assurde, si spendano miliardi dei contribuenti, ai quali si chiede poi di lasciarsi tassare ancora per provvedere alle strutture e ai servizi di cui ha bisogno.

In altre parole, si spendono cifre astronomiche per l’asilo ma, per migliorare un po’ la rete stradale ormai fatiscente si vuole aumentare il prezzo della benzina. Si spendono e spandono miliardi per l’aiuto allo sviluppo – ma non sarebbe meglio migliorare invece il tenore di vita degli Svizzeri? – di paesi dai quali si accetta come se fosse inevitabile che rifiutino di riprendersi gli asilanti respinti. Non è assurdo tutto questo?

Il 5 giugno voteremo l’ennesima revisione della legge sull’asilo. Ancora una volta, puro fumo negli occhi per dissimulare l’ipocrisia di chi, in realtà, non vuole applicare alcun inasprimento delle norme che regolano l’asilo anzi, non vuole applicare le norme “tout court”. Se così non fosse, si applicherebbero quelle già esistenti, non ci sarebbe nemmeno bisogno della revisione. Per esempio, già nella legge attuale la diserzione o il rifiuto del servizio militare in patria non dà diritto allo statuto di rifugiato. Cionondimeno, i disertori eritrei continuano o a essere accolti o ammessi provvisoriamente, tanto che c’è chi dubita che siano incoraggiati a chiedere asilo proprio da quello Stato da cui dicono di essere perseguitati (l’apporto in Eritrea di pregiata valuta elvetica non è evidentemente disprezzato dalle autorità locali). Il fatto poi che taluni vadano a trascorrere le vacanze in famiglia nei paesi persecutori, non fa che infondere dubbi e sospetti anche negli animi più benevoli.

I fautori della legge ci dicono che gli avvocati gratuiti permetteranno di diminuire i ricorsi – e quindi di accelerare le procedure – perché i richiedenti saranno tempestivamente messi al corrente se il loro ricorso non ha alcuna chance di essere accettato e quindi rinunceranno. Pia illusione! Lo scopo degli asilanti economici e sociali – a parte quello ottimale di ottenere la dimora in Svizzera (o in Europa) vita natural durante – è quello di rimanere il più a lungo possibile da noi e, alla fine se proprio devono partire, farlo con un bonus per il rientro volontario che sia il più alto possibile (infatti, i risultati “positivi” del centro pilota di Zurigo sono anche dovuti al fatto che in detto centro il bonus di rientro volontario è di 2’000 franchi contro i 500 degli altri centri). Di conseguenza, se un ricorso può prolungare il loro soggiorno anche solo di qualche settimana, lo inoltreranno indipendentemente dal parere negativo – ammesso che esista – del loro avvocato.

L’altro punto dolente della revisione della legge è la facoltà data alla Confederazione di espropriare beni immobili a cantoni, comuni e/o privati, per allestire dei centri per asilanti. I sostenitori della legge hanno un gran daffare a tranquillizzare gli animi: questo diritto non sarà MAI utilizzato, la Confederazione ha sufficienti immobili, specialmente militari, nessuno verrà mai a bussare alla vostra porta dicendovi “Dovete andarvene perché qui adesso deve entrare una famiglia afghana”… Ma la frittata è fatta e questo arrampicarsi sugli specchi non fa che rendere più sospetta questa norma. Una semplice domanda: “Perché è stata inserita nella legge la clausola, se siete sicuri che non verrà mai applicata?”. Imbarazz, tremend imbarazz, direbbe il corrispondente da Coira della Palmita.

Infine, l’estromissione dei comuni dalla procedura edilizia rende nulla qualsiasi possibilità di interferire da parte degli stessi o di privati, nelle decisioni d’espropriazione, ma anche di costruzione delle nuove strutture. Basta piano regolatore, addio licenza edilizia. Con la nuova legge, ci sarà una procedura federale d’approvazione dei piani, di competenza dalla A alla Z del Dipartimento federale di giustizia e polizia, il dipartimento di Simonetta Sommaruga. In dettaglio:

 

1.Ente richiedente: DFGP

2. Apertura della procedura ordinaria d’approvazione dei piani: DFGP

3. Procedura di pianificazione. Opposizioni indirizzate al DFGP

4. Decisione: DFGP

5. Possibilità di ricorso al Tribunale amministrativo federale (1a istanza)

6. Possibilità di portare la causa davanti al Tribunale federale (2a istanza)

 

Lo stesso dicasi per la procedura d’espropriazione:

1. Richiede l’espropriazione: SEM (Segreteria di Stato alle migrazioni) via DFGP

2. Potere di procedere all’espropriazione (art. 95b LAsi) : DFGP

3. Decisione / Procedura di ricorso: DFGP

4. Possibilità per il proprietario d’interporre ricorso presso il Tribunale amministrativo federale (1a istanza), principalmente sull’importo dell’indennizzo, ecc.

5. Possibilità di portare la causa davanti al Tribunale federale (2a istanza)

 

È vero che in ambo i casi, i punti 4 e 5 permettono il ricorso al TAF, rispettivamente al TF, ma questi due tribunali hanno dato sufficientemente prova di non avere particolarmente a cuore gli interessi della Svizzera, non più della consigliera federale Sommaruga cui si darebbe, a mio avviso, definitivamente la possibilità di fare il bello e il brutto tempo in questo delicato settore.

 

Ecco, non sono tutte, ma sono delle motivazioni sufficienti per dire NO, il prossimo 5 giugno, a una revisione di legge che, nascondendosi dietro a un presunto inasprimento, fa invece gli interessi dei richiedenti abusivi a scapito, come al solito, delle cittadine e dei cittadini contribuenti. Non lasciatevi commuovere dal buonismo eccessivo e non disinteressato dell’industria dell’asilo. NO agli avvocati gratis, NO alle espropriazioni arbitrarie!

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