Asilo: agire finalmente, invece di abbellire la situazione

Set 2 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 550 Visite • Commenti disabilitati su Asilo: agire finalmente, invece di abbellire la situazione

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La situazione nel settore dell’asilo si sta costantemente aggravando. Sempre più persone, il cui unico obiettivo è quello di migliorare le loro condizioni di vita, riescono a entrare illegalmente in Svizzera grazie a delle bande criminali di passatori. La loro vita o la loro integrità fisica non sono per nulla minacciate nei loro paesi d’origine. I costi dell’asilo esplodono e si ripercuotono vieppiù sui cantoni e sui comuni. L’UDC esige dalle autorità competenti, e in particolare dal Dipartimento Sommaruga, che agiscano finalmente con determinazione invece di moltiplicare i discorsi volti ad abbellire la situazione. Questi interventi mediatici mirano semplicemente a dissimulare il crescente caos che affligge il settore dell’asilo e a nascondere il rifiuto di avviare delle riforme efficaci.

La Svizzera ha una lunga tradizione d’accoglienza di rifugiati la cui vita e integrità fisica sono minacciate. Questa tradizione è tuttavia abusata e minata quando chiunque arriva a ottenere un’autorizzazione a restare in Svizzera solo per beneficiarvi di condizioni di vita migliori che non nel suo paese d’origine. Ed è proprio ciò che sta succedendo da qualche tempo e che provoca malessere e tensioni nel nostro paese. Un crescente numero di migranti economici riesce a entrare in Svizzera attraverso delle frontiere ormai quasi senza protezione. Le autorità non applicano più il diritto d’asilo. Al contrario, la loro prassi lassista incoraggia le bande di passatori a infiltrare facilmente sempre più migranti in Svizzera.

Sempre più abusi

L’effetto moltiplicatore di questa errata politica e le sue conseguenze stanno diventando insopportabili:

  • 2/3 dei richiedenti l’asilo, la cui domanda è stata esaminata durante il primo semestre 2015, hanno beneficiato dell’asilo p di un’ammissione provvisoria (questa proporzione era inferiore a 1/3 nel 2013, mentre che la situazione nei principali paesi d’origine non è per nulla cambiata);
  • la maggior parte dei richiedenti l’asilo proviene dall’Eritrea, seguita dallo Sri Lanka. Non si tratta quindi di regioni in crisi come spesso si pretende;
  • nel confronto internazionale, la Svizzera deve trattare un numero di domande nettamente superiore alla media. Il fatto che il numero delle domande aumenti ormai anche negli altri paesi, ma partendo da un livello molto più basso, non deve servire a dissimulare il carico eccezionale che sta subendo la Svizzera. Si assiste in realtà unicamente a un certo riequilibrio degli effettivi su più anni;
  • i paesi del sud dell’UE, in particolare, registrano sempre molto meno domande d’asilo, perché si limitano a inviare i richiedenti verso il nord dell’Europa (invece di registrarli, come sarebbe loro dovere);
  • i costi del settore dell’asilo aumentano costantemente da qualche anno a questa parte e i comuni ne sono vieppiù colpiti, perché devono sopportare la totalità delle spese (particolarmente dell’aiuto sociale)  dopo qualche anno;
  • in totale, il costo dell’asilo a tutti i livelli è stimato almeno a tre miliardi di franchi. Se si tiene conto anche dell’aiuto allo sviluppo e all’estero, che è giustificato con il suo presunto effetto preventivo contro l’esodo da questi paesi, il prezzo finale ammonta a oltre 6 miliardi di franchi;
  • gli abusi sono sempre troppo numerosi. Un esempio: mentre che le persone appartenenti al settore dell’asilo rappresentano lo 0,6% della popolazione, esse hanno commesso lo scorso anno il 4% delle violazioni del Codice penale, quindi degli atti criminali.

Misure realizzabili rapidamente

Poiché le basi legali che permettono un intervento rapido e rigoroso per ristabilire la corretta esecuzione del diritto d’asilo esistono eccome. Per contro, le riforme che la consigliera federale responsabile annuncia regolarmente non sono assolutamente efficaci, quando non sono addirittura controproducenti oppure, se avranno il benché minimo effetto utile, questo non sarà percepibile che fra diversi anni. Le proposte dell’UDC sono peraltro chiare ed efficaci:

  • bisogna imporre una moratoria dell’asilo per almeno un anno, tramite il diritto d’urgenza. Ciò significa bloccare il riconoscimento di nuovi rifugiati e le ammissioni provvisorie;
  • per permettere a questa misura di dispiegare tutti i suoi effetti, le frontiere devono di nuovo essere controllate in maniera autonoma e gli immigranti clandestini devono essere respinti alle frontiere perché, conformemente all’accordo di Dublino, provengono da un paese sicuro;
  • in contropartita, bisogna aiutare sul posto le popolazioni in difficoltà. I mezzi a questo scopo sono disponibili nel budget dell’aiuto allo sviluppo che ammonta a tre miliardi di franchi l’anno. Occorre immediatamente fissare delle priorità per l’attribuzione di questi fondi e concludere con i paesi beneficiari dell’aiuto svizzero degli accordi vincolanti di riammissione dei richiedenti;
  • le possibilità di ricorso devono essere limitate a una sola istanza interna all’amministrazione, gli altri strumenti giuridici servono solo a prolungare il soggiorno;
  • l’aiuto accordato ai richiedenti l’asilo, alle persone ammesse provvisoriamente e alle persone colpite da una decisione di espulsione, deve essere limitato a prestazioni in natura o passare attraverso un sistema di carte di credito che escluda il trasferimento di denaro ad altre persone o l’acquisto di bevande alcoliche o di tabacco;
  • i viaggi all’estero di richiedenti l’asilo e di persone ammesse provvisoriamente che vivono dell’assistenza pubblica (di cui inviano parte al loro paese d’origine) devono cessare immediatamente;
  • il problema dell’esplosione di richieste d’asilo eritree deve essere risolto con l’applicazione rigorosa della riforma approvata dal popolo svizzero secondo la quale l’obiezione di coscienza non costituisce un motivo d’asilo. Un accordo deve essere concluso con l’Eritrea, affinché questo riprenda i suoi cittadini e ne garantisca la sicurezza.

Sono mesi che l’UDC  ha sottoposto queste proposte al parlamento federale. Il fatto che i partiti di centro comincino a frane propria qualcuna permette di sperare che facciano poi seguire gli atti alle loro dichiarazioni e che sostengano le nostre iniziative parlamentari.

Sessione straordinaria e influsso sulla revisione

Grazie all’UDC, il parlamento terrà una sessione straordinaria sul tema dell’asilo. Le firme necessarie a questo scopo sono già state depositate durante l’ultima sessione estiva delle Camere federali. Il parlamento è tenuto a fissare il dibattito ancora quest’autunno. L’UDC depositerà anche numerosi emendamenti nel quadro della revisione in corso della legislazione sull’asilo. Questi progetti saranno presentati in dettaglio settimana prossima.

La cosa più importante tuttavia, sarebbe che la consigliera federale responsabile e la sua amministrazione comprendano finalmente che la situazione sta diventando esplosiva nel settore dell’asilo e che un’applicazione rapida e rigorosa delle basi legali esistenti s’impone. Oggi si ha la netta impressione che la consigliera federale Simonetta Sommaruga si limiti a infilare la testa nella sabbia in attesa di poter eventualmente cambiare dipartimento dopo le elezioni generali del Consiglio federale il prossimo dicembre. Potrà allora lasciare al suo successore il caos da lei provocato nell’asilo.

Tabella asilo

Fonte: Eurostat

 

La maggior parte dei paesi europei non hanno avuto nemmeno lontanamente negli ultimi anni il carico che ha dovuto sopportare la Svizzera.

Origine dei richiedenti l’asilo nel 2015

 

Origine richiedenti (2)

Solo il 6% delle domande proveniva dalla Siria.

 

Evoluzione delle domande d’asilo dall’Eritrea

asilo - evoluzione Eritrea

L’esempio dell’Eritrea dimostra che le revisioni della legislazione sull’asilo non servono a nulla se non vengono applicate: nel 2013, il popolo svizzero ha confermato, in occasione di un voto referendario, che l’obiezione di coscienza non costituisce più un motivo d’asilo. Conseguenza: le domande di provenienza da questo paese sono diminuite nel 2013. Quando le bande di passatori hanno compreso che la consigliera federale competente non applicava questa revisione continuando a riconoscere i richiedenti l’asilo eritrei come rifugiati, le domande sono esplose.

 

Adrian Amstutz, consigliere nazionale, presidente gruppo parlamentare UDC, Sigriswil (BE)

 

Berna, 6 agosto 2015

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