Asilanti (NEM) da Bellinzona a Monteceneri: quo vadis?

Lug 6 • Dal Cantone • 1671 Visite • Commenti disabilitati su Asilanti (NEM) da Bellinzona a Monteceneri: quo vadis?

Interrogazione della nostra deputata Lara Filippini

Lara Filippini Deputata UDC in Gran Consiglio

Lara Filippini
Deputata UDC in Gran Consiglio

Prima di trovare una soluzione deve sempre scapparci il danno! Questo è il caso del centro per asilanti NEM (non entrata in materia) Madonna di Rè a Bellinzona che, a maggio 2013, in seguito a tafferugli al suo interno è stato completamente devastato e reso inagibile da alcuni suoi ospiti.

La popolazione di quella zona, si era già lamentata più volte della situazione, ma non si è mai fatto nulla fino alla totale devastazione della struttura.

Ora questi stessi NEM, malgrado il tuonare “devono andarsene via”, vengono posteggiati alla PCi di Rivera (comune Monteceneri), senza dire nulla alla popolazione.

Si è appresa infatti la notizia (per chi era in Consiglio comunale a Monteceneri la sera del 19 giugno 2013), solo grazie a un consigliere comunale che, sapendo di questo arrivo, ha posto la domanda al Municipio.

La popolazione ticinese, però ne ha preso conoscenza solo dai media il 21 giugno 2013, apprendendo inoltre di una trattativa che sa un po’ di diktat: “Non volete un centro asilanti da voi? Allora dovete accettare i NEM”. Stranamente però la Confederazione, fra tutti i comuni citati finora come papabili, non aveva mai fatto quello di Monteceneri!

 

Chiediamo dunque al Consiglio di Stato di rispondere alle seguenti domande:

 

– Tra i NEM attualmente ospitati alla PCi di Rivera (comune Monteceneri) vi sono anche gli asilanti facinorosi che hanno contribuito alla distruzione del centro Madonna di Rè a Bellinzona?

 

– La Confederazione ha inviato al Canton Ticino una comunicazione ufficiale della volontà di aprire un secondo possibile centro asilanti in quel di Monteceneri?

 

– Chi dà al cantone la competenza per imporre al comune i NEM in alternativa a un, peraltro non meglio accetto, centro asilanti?

 

– A chi è demandata la gestione e, soprattutto, sorveglianza della struttura? Qual è l’iter nel caso un ospite non rientri nel centro all’orario stabilito?

 

– Il Cantone non intende farsi portavoce della volontà popolare (viste le numerose petizioni lanciate appena saputo di un eventuale apertura di tali centri) che il Ticino ha già dato e non intendiamo più avere un secondo centro asilanti?

 

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