Artisti circensi

Apr 29 • L'opinione, Prima Pagina • 464 Visite • Commenti disabilitati su Artisti circensi

Drake

Il politico è un acrobata: si mantiene in equilibrio dicendo l’opposto di quel che fa.

 

Non passa giorno nel quale ci si rende conto che il mondo della politica, in senso lato, planetario, sta sempre più assumendo le sembianze di un grande spettacolo da circo a tre piste! Nel rispetto della tradizione circense, il  più “Grande spettacolo del mondo”, presenta agli spettatori un nutrito numero di “artisti”: domatori, illusionisti, acrobati, incantatori di serpenti, fiere e altri animali esotici. Per la gioia di grandi e piccini, evidentemente, i pagliacci suscitano sempre grande interesse: dal clown bianco all’Augusto, senza dimenticare i nani; nel “Circo della politica” come sappiamo abbondano, e contribuiscono a farci  sganasciare dalle risate. Intendiamoci, a livello planetario! Poiché in ogni Paese, il “Barnum della politica” non si fa  mancare nulla pur d’intrattenere, divertire e affascinare il pubblico!

Fra gli artisti circensi, i “domatori” abbondano! Infatti li ritroviamo soprattutto nei circhi della politica del Terzo  Mondo. La loro peculiarità consiste nell’abilità con la quale “addomesticano” il popolo.  Lo fanno facendo largo uso del bastone e della carota, non disdegnando, quando occorre, la frusta, pur di soddisfare la loro sete di potere e ciò indipendentemente dal colore del costume di scena!

In altri Paesi, il “circo della politica” annovera molti acrobati: solitamente maestri nel “tenere sulla corda” gli elettori, arte nella quale sono imbattibili. Lo “spettatore-elettore”, incantato dai volteggi, vedi equilibrismi lessicali, di fronte a cotanta bravura e destrezza applaude chiedendo il bis, inconsapevole di ciò che succederà alla fine dello spettacolo: Sorpresa!

I grandi “circhi della politica” che danno spettacolo in tutte le piazze del mondo, non possono di certo esimersi dall’annoverare nel ricco programma un classico: gli “incantatori di serpenti”. Il plurale è d’obbligo, poiché ogni circo della politica che si rispetti e che monta le tende nell’ormai “Paese globale”, deve poter presentare questo numero da brividi che richiede – a quanto sostengono gli esperti in materia – più che coraggio, abilità nella gestualità, unita da grande maestria nell’arte della retorica, capace d’incantare e rendere mansueto e inoffensivo anche un cobra reale o un pitone reticolato!

Anche al termine di questo numero di destrezza, lo “spettatore-elettore”, potrebbe, tornato alla realtà della vita quotidiana, un tantino diversa da quella circense, trovarsi nelle stesse condizioni del povero serpente: intontito e rinchiuso in un cesto!

Ma il clou di ogni spettacolo del “Grande Barnum” della politica è e rimane il numero dei pagliacci, quello che ti fa dimenticare i problemi che, quotidianamente, assillano il potenziale spettatore! Questa categoria d’artisti circensi – i pagliacci – può vantare una lunghissima tradizione. La storia lo conferma e, siatene certi, le loro esibizioni hanno fatto ridere e continuano a far ridere intere generazioni, anche ai giorni nostri. Alcuni di questi “saltimbanchi” sono tuttora sulla breccia, appartengono alla “Scuola circense europea”: da quella francese a quella italica, tedesca, inglese ecc.. Lo humor, le gags, i lazzi e i frizzi, logicamente cambiano a seconda dell’origine del clown. Anche sotto il chapiteau del nostro “Cirque National” possiamo vantare le esibizioni di clown eccellenti, alcuni sono “figli d’arte” degni del celeberrimo Grock! Intendiamoci: non hanno nulla da invidiare, in fatto di clownerie, ai colleghi e alle colleghe di  “circhi” più celebri e importanti sparsi per il Mondo, anzi!

Oltre Oceano, l’arte circense vanta pure una grande tradizione. In questo caso è dovuta soprattutto agli illusionisti, degni emuli del grande Houdini. Infatti, questi “artisti”, sono capaci di far credere a milioni di persone, che basta abbattere un dittatore per instaurare come per magia la democrazia!

A questo proposito, dobbiamo purtroppo constatare che non sempre il “numero” viene eseguito in maniera impeccabile! Spesso, dal cilindro, non esce alcun coniglio bianco e al posto dell'”oohhh” di meraviglia, si crea fra il pubblico un certo qual sconcerto e da parte dell’illusionista di turno, altrettanto imbarazzo!

Comunque: “Entrino Signori!  La banda suona e lo spettacolo sta per cominciare!”

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