Recentemente è stato allegato ai maggiori giornali ticinesi il catalogo della Manor relativo al materiale scolastico. Naturalmente non si resiste all’anglicismo e il motto ripetuto su tutte le pagine è “Cool to school”, ma questo è il male minore, un peccato veniale. Per capire quello che noi riteniamo il peccato capitale invece, occorre premettere che in ogni pagina c’è una linea di materiale scolastico, ogni pagina un motivo decorativo diverso, ogni pagina con uno slogan che richiama il motivo decorativo degli articoli presentati. Così, ad esempio, allo slogan “Per tuffarti ogni giorno nel divertimento” si accompagnano zainetti, agende e quaderni con immagini di delfini che nuotano nel mare blù. I motivi floreali sono al motto “Per portare la primavera in classe con te”, mentre “Per un po’ di freestyle anche a lezione”, si accompagna a immagini di surf e di snowboard. Ma osserviamo le due pagine centrali dell’opuscolo. Lo slogan è: “Perché non accetti lezioni da nessuno. O al limite dall’insegnante” – si aggiunge poi magnanimamente. Basterebbe già questo a far drizzare le antenne. Perché gli articoli in questione sono roba da scuola dell’obbligo, elementare o media, ma comunque destinati a bambini e adolescenti. E quindi si incitano quest’ultimi alla ribellione. Perché con questo slogan si invia al bambino il messaggio che nessuno è legittimato a dargli delle lezioni – e quindi lui ha il sacrosanto diritto di ribellarsi – ai genitori in ogni caso, all’insegnante più sì che no. Le linee d’articoli legate a questo sciagurato slogan sono due. Una porta scritto l’ennesimo anglicismo “No rules” (niente regole) e disdegnati dei personaggi da cartone animato che si dedicano ad attività di moda fra i ragazzi, come lo skateboard o la BMX. Ma quello che troviamo scandalosa è l’altra linea di articoli, quella dedicata a Ernesto Che Guevara, il quale appare nella celebre foto di Alberto Diaz alias Korda. Il fatto che un grande magazzino come la Manor – ma comunque un analogo discorso può essere fatto sulle magliette e sulle bandiere presenti in ogni dimostrazione in piazza della sinistra – si metta a publicizzare con lo slogan descritto e vendere tale materiale scolastico è scandaloso per almeno tre motivi. Primo, gli adolescenti sono già abbastanza ribelli per loro natura, senza che questo atteggiamento peraltro abbastanza naturale alla loro età, abbia ad essere non solo tacitamente approvato, ma addirittura incoraggiato con personaggi tutt’altro che esemplari come il buon Ernesto. La parziale concessione all’insegnante non attenua la gravità dello slogan, perché toglie di conseguenza qualsiasi valore all’autorità dei genitori. Secondo, Ernesto Che Guevara non era quella che si definisce una “brava persona”, era un esaltato che – come parecchi suoi omologhi nel comunismo mondiale – si è macchiato di reati efferati, andanti dall’attentato terroristico ad assassinii su scala industriale. Terzo, perché l’immagine del Che – che è assurto a icona sacra dell’estremismo di sinistra – stimolerà la curiosità dell’adolescente, il quale porrà perciò delle legittime domande cui l’insegnante risponderà a seconda del proprio orientamento politico. E poiché quest’ultimo nella maggioranza del corpo insegnante – erede del famigerato ’68 – tende irrimediabilmente a sinistra, è facilmente prevedibile che le risposte non saranno frutto di una fredda, imparziale e critica analisi, bensì di un più o meno celato entusiasmo. C’è una domanda che ci sorge spontanea: ma dove sta in questi casi l’articolo 261 bis del Codice penale ? Perché l’ostentazione di gesti, simboli nazisti o di qualche testa pelata può dar atto ad un’azione penale, mentre portare in giro Che Guevara sulla maglietta o sventolare bandiere con la falce e il martello è permesso ? Avremmo tutta una serie di personaggi con requisiti pari a quelli di Guevara – ossia abbastanza crimini sulla coscienza - per avere il loro posto di diritto su magliette e, al giorno d’oggi, sul materiale scolastico dei nostri bambini: Stalin, Pol Pot, Hitler, Himmler, Erode, Nerone, il generale Chivington, Dracula, Gengis Khan, Shaka Zulu, Ivan il Terribile, e perché no, Charles Manson o Jacques Dutroux e molti altri ancora.
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