Appello della stampa romanda affinché il ministro della difesa se ne vada! E io che credevo che le signore Leuthard e Sommaruga fossero sempre in Consiglio federale?

Mag 22 • L'opinione • 958 Visite • Commenti disabilitati su Appello della stampa romanda affinché il ministro della difesa se ne vada! E io che credevo che le signore Leuthard e Sommaruga fossero sempre in Consiglio federale?

Claude-Alain Voiblet Deputato, consigliere comunale, vicepresidente UDC Svizzera

Claude-Alain Voiblet
Deputato, consigliere comunale, vicepresidente UDC Svizzera

Riportiamo qui di seguito un’opinione di Claude-Alain Voiblet, vicepresidente di UDC Svizzera, che condividiamo pienamente.

 

Le votazioni federali passano, le decisioni del popolo cadono, i partiti politici hanno evidentemente sempre vinto, anche quando il popolo rifiuta la loro iniziativa con oltre il 75%, e la stampa si perde nei meandri della politica partigiana facendo spesso infischiandosi di mantenere qualsiasi obiettività!

 

Quasi all’unisono, a volte senza alcun sottinteso, i media romandi – aiutati in questo da certi attori politici orripilati dall’UDC, chiedono oggi le dimissioni del consigliere federale Ueli Maurer.

 

Per ciò che concerne la scorsa votazione, il suo solo torto è quello d’indossare i colori dell’UDC.

 

Il cocente scacco della signora Leuthard sull’aumento della vignetta autostradale a 100 franchi è già stato dimenticato? E che dire dei consiglieri federali scesi in campo nella votazione contro l’immigrazione contro l’immigrazione di massa lo scorso febbraio? E a questo bel quadretto non bisogna associare pure il signor Berset, che lo scorso anno è riuscito a perdere la votazione sull’articolo costituzionale per la famiglia?

 

Io non minimizzo la portata della votazione contro l’acquisto del Gripen. Questo risultato reca soprattutto un grave pregiudizio alla nostra economia e alla sicurezza del nostro paese. Ma prima di gettare l’intera responsabilità su Ueli Maurer, bisognerebbe anche ricordarsi che è stato lui, lo scorso autunno, a vincere la votazione contro la soppressione del servizio militare obbligatorio. Questa votazione era altrettanto, se non ancora più importante per la nostra sicurezza e per il nostro esercito.

 

In queste ultime ore, il presidente del PPD svizzero non ha smesso un momento di attribuire la responsabilità dell’insuccesso a Ueli Maurer, pretendendo pure che i Romandi si sarebbero vendicati del risultato del voto del 9 febbraio contro l’immigrazione di massa. Mi si permetta di ribattere al signor Darbellay e ai suoi amici PPD che l’atteggiamento del suo partito, che ha abbandonato una campagna che avrebbe dovuto guidare, non ha certo contribuito ad aumentare le chance del Gripen.

 

Oggi la responsabilità di questo risultato negativo è collettiva. È dei partiti di destra, ma anche di quei parlamentari e di quei militari che si sono dichiarati grandi specialisti in aerei da combattimento. Questa cacofonia generale fra i diversi attori dopotutto favorevoli all’acquisto del Gripen ha contribuito in gran parte a rendere insicuri i cittadini favorevoli al mantenimento di un esercito credibile disponente di forze aeree adeguate ai bisogni del nostro paese.

 

Alla fin fine, il resoconto di queste ultime ore circa gli attacchi a Ueli Maurer si può riassumere così: a noi la vittoria, a lui la sconfitta!

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