Antenne per la telefonia mobile: disciplinamento degli impianti, a che punto sono i Comuni?

Mag 19 • Dal Cantone, Dall'UDC, Prima Pagina • 248 Views • Commenti disabilitati su Antenne per la telefonia mobile: disciplinamento degli impianti, a che punto sono i Comuni?

Echi dal Gran Consiglio

Lara Filippini
Deputata UDC in Gran Consiglio

Sulla scorta della crescente preoccupazione da parte della popolazione – e anche di molte/i deputate/i – per la nuova tecnologia 5G, che va ad aggiungersi ai timori a suo tempo già espressi dalla popolazione in relazione alle antenne per la telefonia mobile tramite una petizione dall’Associazione Territori Vivibili [1], riteniamo di dover approfondire con questa interrogazione alcuni aspetti centrali.

Il Cantone Ticino si è attivato, come previsto dalla modifica (del 21 gennaio 2015) del Regolamento della legge sullo sviluppo territoriale del 20 dicembre 2011, avente per oggetto l’obbligo di pianificare le condizioni per l’ubicazione e la costruzione degli impianti per la telefonia mobile promuovendo un testo a mo’ di linea guida.

Era il mese di febbraio del 2016[2], quando il DT ha pubblicato una linea guida aggiornata che offre, nella forma della raccomandazione, chiarimenti in merito all’interpretazione e all’applicazione della citata modifica normativa, in particolar modo relativamente al cosiddetto modello a cascata, in base al quale le antenne per la telefonia mobile percepibili visivamente sono ammissibili nelle zone più sensibili (per es. zone residenziali) solo se gli operatori di telefonia mobile hanno dimostrato che non sono disponibili ubicazioni nelle zone con priorità più alta (meno sensibili, come per es. le zone industriali).

In data 7 marzo 2016, il Dipartimento del territorio ha scritto ai Comuni per informarli circa la linea guida e affinché gli stessi si attivassero per adottare il modello a cascata per la posa di antenne di telefonia mobile.

Alla luce di quanto esposto, ci permettiamo di formulare al lodevole Consiglio di Stato le seguenti domande:

– A distanza di poco più di tre anni dalla comunicazione da parte del Dipartimento del territorio a tutti i comuni ticinesi, quanti di questi hanno risposto negativamente o positivamente a tale implementazione?

– Quali sono i comuni hanno già modificato la loro pianificazione comunale tenendo conto del modello a cascata? Vi sono reticenze in materia?

– Considerato che a suo tempo le compagnie di telefonia mobile avevano contestato questo modello (modello presente in Svizzera e condiviso dall’Ufficio federale dell’ambiente), quante di queste procedure di modifiche pianificatorie sono oggetto di ricorso da parte loro?

 

Lara Filippini (UDC), Roberta Soldati (UDC), Tamara Merlo (Più Donne), Claudia Crivelli Barella (Verdi)

[1] https://www.tio.ch/ticino/attualita/797963/6412-firme-contro-le-antenne-di-telefonia-mobile

[2] https://www4.ti.ch/fileadmin/DT/direttive/DT_DSTM_SST/Antenne_telefonia_mobile.pdf

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