Ancora nuove imposte e tasse…

Nov 20 • L'opinione, Prima Pagina • 659 Views • Commenti disabilitati su Ancora nuove imposte e tasse…

Urs von der Crone Presidente ds-SVP Tessin

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

Ancora una volta, lo Stato vuole frugare più a fondo nelle nostre tasche, attingendovi ciò che si può attingere. Il Consiglio di Stato ticinese propone, a partire dall’anno prossimo, di far passare alla cassa tutti i proprietari di oltre 50 parcheggi. Logicamente, i costi saranno poi ribaltati sui dipendenti e sui clienti dei centri commerciali. I centri commerciali italiani, con parcheggi gratuiti a sufficienza, si rallegrano già dell’afflusso di nuovi clienti. Questa aberrazione della politica verde è già ben conosciuta in altri cantoni. Nel canton Zurigo, le grandi imprese si scusano con i loro clienti: vorrebbero volentieri mettere gratuitamente i parcheggi a disposizione, ma per legge le ditte sono obbligate a riscuotere, anche su sedimi privati, delle tasse di parcheggio da riversare poi allo Stato.

In Ticino c’è il pericolo che con le nuove tasse, che dovrebbero limitare il traffico dei frontalieri, siano alla fin fine i Ticinesi a essere penalizzati. Ho recentemente sentito un’eccellente proposta per ridurre considerevolmente il traffico stradale causato dai frontalieri. Cominciamo a trasferire, per esempio i nostri ospedali – che senza frontalieri non potrebbero funzionare – in territorio estero confinante, quindi a Como, Varese e Verbania. I nostri impiegati delle zone confinanti potrebbero così comodamente andare da casa al lavoro per la via più breve. Le strade svizzere sarebbero scaricate, e sarebbero unicamente i pazienti che dal Ticino dovrebbero ogni volta spostarsi verso gli ospedali in Italia, e ritornare poi a casa dopo il rilascio. Combinando fra l’altro le visite mediche con gli acquisti nei centri commerciali italiani provvisti di parcheggi gratuiti.  

Qualcuno potrebbe obiettare che si tratta di una proposta stupida e inapplicabile. Al contrario: nel settore del turismo è già da tempo una realtà. I nostri ospiti ad Ascona e Locarno abitano per buona parte negli alberghi italiani di Stresa, Baveno o Verbania, e visitano il Ticino ormai solo con gite di un giorno. Cosicché, in Ticino abbiamo bisogno di meno alberghi e meno personale estero – di personale indigeno non ce n’è comunque a sufficienza. Camerieri e cameriere ai piani possono rimanere in Italia, trovando nelle loro vicinanze dei buoni posti di lavoro. E il traffico stradale, spina nel fianco per molti, diminuisce. È questo il futuro che vogliamo? O riusciamo ancora in tempo a impedire nuove tasse assurde e controproducenti? Nel programma politico dell’UDC per il quadriennio 2015-2019 c’è chiaramente scritto che è di vitale importanza “agire dalla parte delle spese” e che non si può accettare che “si ricorra a sempre nuove fonti d’entrata per finanziare in continuazione l’aumento dei compiti dello Stato”.   

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