Anche nel canton San Gallo sarà vietato il burqa!

Ott 5 • Dalla Svizzera, Prima Pagina • 253 Views • Commenti disabilitati su Anche nel canton San Gallo sarà vietato il burqa!

Il Ticino ha fatto da apripista in Svizzera

Giorgio Ghiringhelli (Il Guastafeste)

Il 66,5 % dei votanti nel Cantone di lingua tedesca si è espresso a favore del divieto (la percentuale in Ticino nel 2013 era stata del 65,4%).

Per il burqa ed il niqab, odiosi simboli degli islamisti, sono tempi duri in Svizzera e in Europa! Dopo il divieto di dissimulare il volto entrato in vigore in Francia, in Belgio, nel canton Ticino, in Austria e in Danimarca, ora è la volta del canton San Gallo, dove il 66,5 % dei votanti ha dato la sua adesione al divieto già approvato qualche tempo fa dal parlamento con due soli voti di scarto (e contro il quale i soliti partiti islamofili rossoverdi e il PLR avevano lanciato un referendum).

Quasi esattamente cinque anni fa, il 22 settembre del 2013, il 65,4% dei votanti aveva accolto in Ticino la proposta – portata avanti da un’iniziativa popolare promossa dal Guastafeste e sostenuta da un comitato interpartitico – di inserire nella Costituzione cantonale il divieto di dissimulare il volto in pubblico.

Quando nel 2011 l’iniziativa venne lanciata, gli avversari della stessa – specie le femministe di sinistra – dicevano che la proposta era inutile visto che di donne in burqa o niqab in Ticino se ne vedevano pochissime. E noi rispondevamo che non bisognava attendere che i buoi uscissero dalla stalla prima di chiudere la porta, e spiegavamo che il divieto aveva uno scopo preventivo e dissuasivo e, nello stesso tempo, mirava a fare da apripista in Svizzera. Obiettivo che, dopo il voto dei Sangallesi, ha fatto un passo avanti e che si concretizzerà ancor più nel 2019, quando il popolo svizzero sarà chiamato a votare sull’iniziativa federale che propone di estendere il divieto in tutto il paese, e che con probabilità che rasenta la certezza verrà accolta.(…)

In particolare ci ha fatto piacere che i Sangallesi abbiano deciso di introdurre il divieto antiburqa con una percentuale leggermente più consistente di quella registrata in Ticino cinque anni fa. E pensare che quando i Ticinesi avevano accolto l’iniziativa del Guastafeste si erano visti dare dei razzisti da oltre Gottardo. Oggi sappiamo di essere in  buona compagnia e che, anzi, gli Svizzero-tedeschi ci hanno superati.

Forse in questi ultimi cinque anni, a seguito anche degli attentati dei terroristi islamici verificatisi in varie parti d’’Europa (a cominciare dalla strage del Charlie Hebdo avvenuta nel gennaio del 2015), ma anche grazie alla coraggiosa attività di taluni critici dell’Islam che, rischiando la loro pelle e sfidando in taluni casi la censura della stampa ufficiale, cercano di fare controinformazione, molti Svizzeri hanno finalmente cominciato ad aprire gli occhi sul pericolo costituito dall’islamizzazione della società occidentale e dalla radicalizzazione dei musulmani. Peccato che nel governo federale, nel parlamento federale e nel tribunale federale, troppa gente non abbia ancora capito cosa sta succedendo in questo paese sempre più islamizzato.

Dopo il divieto di costruire minareti, deciso dal popolo nel 2009 in barba alle indicazioni contrarie di quasi tutti i partiti, l’ormai certo divieto nazionale di coprirsi il volto rappresenterà un ulteriore piccolo passo contro la strategia degli islamisti che, sfruttando astutamente le libertà e la tolleranza tipiche di una società democratica, mirano a islamizzare l’ambiente (in modo da facilitare le conversioni) nell’intento di conquistare a piccoli passi l’Europa e il nostro paese.

Un altro bel risultato dell’ormai imminente divieto antiburqa esteso a tutta la Svizzera sarà che la signora Nora Illy, l’esponente del Consiglio centrale islamico svizzero facente capo al fanatico islamista Nicholas Blancho, la smetterà di venire in Ticino con il suo niqab appositamente per infrangere il divieto di dissimulare il volto e per provocare : quando il divieto sarà generalizzato in tutti i cantoni,  la provocatrice islamista si beccherà una multa ogni volta che metterà il naso fuori dalla sua casa di Berna, che metterà piede in qualsiasi cantone, e alla fine forse deciderà o di rinunciare a coprirsi il viso, o di cambiare paese o di rimanersene chiusa in casa 24 ore su 24.

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