Analfabeti in Svizzera?

Gen 27 • L'opinione, Prima Pagina • 310 Visite • Commenti disabilitati su Analfabeti in Svizzera?

Urs von der Crone Presidente ds-SVP Tessin

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

Il corso della storia: dai caratteri cuneiformi alla scrittura alfabetica, passando dai geroglifici, e di nuovo si ritorna agli Smileys.

Ho un’intera stanza colma di libri. Altri giacciono in casse sul pavimento. Leggere fa parte delle mie occupazioni preferite. Forse appartengo a una categoria di persone in via d’estinzione. Non mi posso immaginare una vita senza libri, giornali e riviste, nonché informazioni scritte estratte dalla rete. Faccio perciò ancora più fatica a capire le recenti cifre inerenti persone che in Svizzera hanno problemi a leggere e scrivere. Apparentemente sono circa 800’000 le persone in Svizzera che non riescono a capire dei semplici testi, per non parlare di doversi esprimere per scritto. I motivi di questa spaventosa situazione sono forse da ricercare nell’origine sociale e nella famiglia oppure la causa è la nostra odierna abitudine a comunicare fra di noi con frasi abbreviate in stile SMS e perlopiù in dialetto?

Finora abbiamo considerato la scrittura una delle maggiori conquiste culturali. Nel Vicino Oriente furono inventati i caratteri cuneiformi, più tardi, in Egitto, si utilizzarono i geroglifici, una specie di scrittura pittografica facilitata per la trasmissione di comunicazioni scritte. A Creta, la scrittura pittografica fu sviluppata ulteriormente. I Fenici posero la pietra miliare del nostro alfabeto, dando origine agli alfabeti latino, greco e cirillico. Oggi, questa evoluzione sembra tornare alle origini. La nostre stazioni sono piene di pittogrammi che a ogni visitatore – indipendentemente dalla sua lingua – indicano dove trovare i treni, i bus, il ristorante, la biglietteria e gabinetti, se può fumare o no e che deve togliere i piedi dai sedili. E come esprimiamo nella comunicazione privata via E-Mail o telefonino i nostri sentimenti momentanei o il nostro stato d’animo? Non abbiamo bisogno di parole, figuriamoci di frasi intere: clicchiamo semplicemente sull’Emoji adatto e il destinatario sa già come ci sentiamo, se siamo felici e allegri o tristi e arrabbiati. Il mondo diventa più facile – ma le nostre capacità di esprimerci con un testo scritto ne soffrono sempre di più. Potrà la prossima generazione scrivere ancora dei testi?

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