Alessio Figalli ha vinto la Fields Medal

Set 7 • L'opinione, Prima Pagina • 134 Views • Commenti disabilitati su Alessio Figalli ha vinto la Fields Medal

Ho raccolto queste informazioni il giorno 26 agosto; nel 1498, 26 agosto, al ventenne scultore Michelangelo Buonarroti è commissionata la realizzazione della “Pietà”: dovrà essere realizzata entro un anno.

Dr. Francesco Mendolia

A 44 anni dalla premiazione di Enrico Bombieri, un altro italiano ha conquistato la medaglia Fields, il riconoscimento probabilmente più importante nel campo della matematica. Al Congresso internazionale dei matematici che si sta tenendo in questi giorni a Rio de Janeiro, uno dei quattro premiati è infatti Alessio Figalli, attualmente professore all’ETH di Zurigo.

La premiazione di Figalli è ancora più sensazionale perché il giovane romano ha solo 34 anni e quindi avrebbe avuto ancora una chance al prossimo congresso – le medaglie vengono infatti assegnate ogni quattro anni. D’altra parte, Figalli è sicuramente uno che ha bruciato le tappe: a 27 anni aveva già una cattedra come professore ordinario all’università di Austin, Texas.

( IL POST)

Il post shock del deputato leghista: “Magistrati, toccate Salvini e veniamo a prendervi sotto casa”

“Messaggio da parte della Lega Abruzzo: se toccate il Capitano vi veniamo a prendere sotto casa… occhio!”. È l’avvertimento postato su FB da Giuseppe Bellachioma, segretario regionale della Lega in Abruzzo e deputato del Carroccio, il quale prende le difese del ministro dell’Interno Matteo Salvini sul caso della nave Diciotti in merito a un possibile intervento della magistratura.

(Huffington Post.it)

Brexit: sterlina ai minimi dopo dichiarazioni segretario al commercio inglese

Sterlina ai minimi da inizio settembre oggi a seguito dei timori crescenti per la Brexit dopo l’allerta lanciato direttamente dal segretario al commercio inglese Liam Fox, secondo cui esiste una probabilità di 60:40 che il Regno Unito lasci l’Unione Europea senza un accordo.

(Wall Street Italia 6 agosto 2018, di Alessandra Caparello)

Autostrade, l’azionista Atlantia alza la posta: “Valutiamo l’impatto delle continue esternazioni sul nostro titolo“

Il cosiddetto faro della Consob, che giovedì scorso aveva fatto sapere di aver avviato uno stretto monitoraggio delle compravendite sul titolo, non basta ad Atlantia. La società che controlla Autostrade per l’Italia e che per il 30% circa fa capo alla famiglia Benetton, ha tenuto a ufficializzare al termine di una riunione del consiglio di amministrazione che il CdA ha “avviato la valutazione degli effetti delle continue esternazioni e della diffusione di notizie sulla Società, avendo riguardo al suo status di società quotata, con l’obiettivo di tutelare al meglio il mercato e i risparmiatori“.

(Il fatto quotidiano di F:Q: 22/08/18)

Se avessi titoli del debito pubblico italiano e/o titoli delle banche del nostro paese…

… (che sono i principali acquirenti di bot, btp e cct), anche sotto forma di risparmio gestito (fondi, gestioni, hedge, etf, fiduciarie, ecc), venderei tutto, lascerei i soldi sul conto e aspetterei il passaggio del ciclone autunnale.

Il pericolo di un declassamento del rating sul nostro paese nel prossimo autunno è molto probabile per vari motivi. Così come rilevato dal Bollettino economico della Banca centrale europea, l’Italia è il paese nell’area dell’euro a 18 (esclusa la Grecia) con i più elevati squilibri eccessivi macroeconomici ed è sotto osservazione speciale. Non è sicuramente una responsabilità diretta ed esclusiva di questo governo. È un’incapacità endemica di governare il cambiamento, visto che già dall’ultimo trimestre 2013 (Bollettino Bce del marzo 2014) l’Italia era stata retrocessa nel club dei paesi con “eccessivi squilibri macroeconomici” insieme a Croazia e Slovenia che, nel frattempo, sono ritornati nel gruppo dei paesi senza squilibri.

(Vincenzo Imperatore Consulente di direzione, giornalista e saggista 11/08/2018)

Anche la Danimarca vuole la “sua” Brexit

“La Danimarca potrebbe negoziare concessioni simili a quelle della Gran Bretagna”. A dichiararlo è Kristian Thulesen Dahl, leader del DPP, secondo partito politico danese che non fa parte del governo di centro-destra del primo ministro Lars Lokke Rasmussen. “Ci sono molte opportunità per la Danimarca“, ha detto Dahl ai giornalisti. “Un’opzione sarebbe una relazione più fluida con l’UE, che rispecchierebbe il modello inglese“. Il leader del partito nazionalista danese vorrebbe far votare un referendum su eventuali concessioni alla Danimarca senza dover passare attraverso il processo di uscita effettiva dall’Unione Europea. La Danimarca ha tenuto diversi referendum sulle questioni comunitarie fino ad oggi, votando a favore dell’adesione all’UE nel 1972 e contro l’euro nel 2000.

(Wall Street 8 agosto 2018, di Alessandro Chiatto).

Bce: “In Italia e Spagna stenta la ripresa di redditi e consumi. Sono ancora sotto i livelli pre-crisi”

I consumi in Italia e in Spagna “non hanno ancora evidenziato una completa ripresa” mentre in Germania e Francia sono di circa il 10% più alti rispetto al periodo pre-crisi e anche i redditi reali da lavoro dipendente “permangono significativamente inferiori a prima della crisi” a causa “della moderazione salariale indotta dalla crisi e della disoccupazione rimasta su livelli elevati”. Nel suo bollettino economico la Banca Centrale Europea fotografa come, a dieci anni dall’inizio della grande recessione, Roma e Madrid non abbiano ancora pienamente superato la flessione.

Al contrario, spiega la Bce, i consumi privati in Germania e in Francia si collocano a un livello più alto rispetto al periodo a essa precedente. A partire dal 2013, tuttavia, “tutti i paesi hanno registrato un andamento chiaramente improntato all’espansione“, ricorda Francoforte aggiungendo che, negli ultimi cinque anni, la crescita più vigorosa si è osservata in Spagna, “dove gli effetti della recessione erano stati i più accentuati in assoluto”.

E “nonostante il rallentamento segnalato dai dati più recenti, dopo la fase di espansione molto vigorosa osservata nel 2017, ci si aspetta che la crescita robusta e generalizzata dell’area dell’euro prosegua”. I dati sul Pil del primo trimestre 2018 mostravano infatti un aumento dello 0,4 per cento sul periodo precedente, “dopo un aumento dello 0,7% nei cinque trimestri precedenti”.

L’apporto positivo, scrive Francoforte, è stato dettato dalla domanda interna e dalla variazione delle scorte hanno, “mentre l’interscambio commerciale netto ha leggermente frenato la dinamica del prodotto interno lordo”. Gli indicatori economici, si legge nel bollettino economico, pur essendosi “indeboliti nella prima metà dell’anno in corso”, rimangono ancora su livelli “molto elevati” e questo “indica nell’insieme la prosecuzione di una crescita economica robusta nel secondo e nel terzo trimestre dell’anno”.

(il Fatto quotidiano.it di F. Q. i| 9 agosto 2018)

 

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