Alcune domande al presidente della Confederazione

Giu 14 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 237 Views • Commenti disabilitati su Alcune domande al presidente della Confederazione

Ueli Maurer
Presidente della Confederazione

Ueli Maurer è ormai quasi a metà del suo mandato presidenziale. Con la sua consueta disponibilità, ha accettato di rispondere ad alcune domande de Il Paese.

I.P.: Innanzitutto, la Sua brillante elezione, lo scorso 5 dicembre, con ben 201 voti su 209: un segno di apprezzamento del Suo lavoro quale consigliere federale, senz’altro, ma è sperare troppo che rappresenti una caduta dei pregiudizi nei confronti dell’UDC? Qual è la Sua sensazione al riguardo?

U.M.: Il risultato non significa che i pregiudizi o gli attacchi cesseranno. È semplicemente così: chi assume posizioni chiare, sarà sempre esposto ad attacchi.

I.P.: Siamo ormai quasi al giro di boa del Suo mandato presidenziale. Ci può tracciare un primo bilancio?

U.M.: Il mio obiettivo è di esercitare questa funzione come la stessa è stata concepita: non come una clamorosa messa in scena del potere statale, come succede all’estero, bensì in maniera tipicamente svizzera quale primus inter pares, dunque quale primo fra uguali, che dirige le sedute anche mediando o motivando, e che soprattutto svolge il suo lavoro in modo discreto.  

I.P.: Quale presidente, la Sua attività la porta spesso a toccare temi non specificamente di responsabilità del Suo Dipartimento. In particolare, ci riferiamo all’economia, piatto forte dei Suoi incontri con i vari capi di Stato. In quest’ambito, Lei ha effettuato – e supponiamo continuerà a effettuare – dei viaggi all’estero: Polonia, Cina, USA, eccetera. Qual è l’immagine della Svizzera in questi paesi e quali i successi diplomatici ed economici da Lei ottenuti con queste visite?

U.M.: Sì, sono stato spesso all’estero. Viaggio in modo mirato, ossia non per il gusto di viaggiare, ma sempre quando ritengo che possa servire a qualcosa per la Svizzera. Le relazioni diplomatiche sono sempre un lungo percorso, per cui i risultati concreti di un viaggio non possono talvolta essere valutati immediatamente. Ma credo di poter dire che, in ogni visita abbiamo lavorato con successo alla continuazione e al consolidamento delle buone relazioni. In questo ci è d’aiuto la buona reputazione della Svizzera quale paese affidabile, neutrale e senza ambizioni politiche di potere. 

I.P.: In occasione della Sua visita in Polonia, Lei si è chiaramente pronunciato a favore delle sovranità nazionali, il che è stato ben accolto in Polonia. Ma nel nostro paese, da una parte della stampa, le Sue esternazioni sono state interpretate e criticate come una frecciatina nei confronti dell’UE. Ci può dire qualcosa al riguardo?

U.M.: È un dato di fatto che lo Stato nazionale democratico è importante, perché dà alle persone una patria, facendone dei cittadini a pieno titolo che decidono assieme del proprio futuro.

I.P.: Parlando di politica estera, ma anche economica, quale ritiene che sia la linea che la Svizzera deve seguire? In particolare, con l’UE?

U.M.: Noi vogliamo le relazioni migliori possibili con tutti i paesi possibili di questo mondo. Tuttavia, dovremmo anche mantenere amichevolmente una certa distanza, per non essere trascinati nel vortice di interessi stranieri e di conflitti.

I.P.: Il nostro partito, l’UDC, sta vivendo delle fasi un po’ alterne in materia di elezioni. Nelle recenti elezioni cantonali, a parte nel Ticino, ha subito una certa perdita di consensi. Come vede la situazione in vista delle federali di ottobre, quale ricetta consiglierebbe?

U.M.: Dateci dentro!

 

La ringraziamo, presidente, per la Sua cortese disponibilità.

Comments are closed.

« »