Alcune domande a un deluso, ma non troppo, Guastafeste

Mag 20 • Prima Pagina • 357 Views • Commenti disabilitati su Alcune domande a un deluso, ma non troppo, Guastafeste

I.P.: Una spedizione a Glarona per toccare con mano l’essenza della democrazia diretta: quali le impressioni, al di là del risultato sul burqa su cui torneremo dopo?

 

G.G.: È stata un’esperienza interessante, e ringrazio la sezione ticinese dell’UDC per aver avuto l’idea di organizzare questa trasferta. Alla Landsgemeinde si è proprio visto da vicino come funziona una democrazia che più diretta di così non si può e che penso non abbia eguali al mondo. Anche se le postazioni riservate al pubblico erano mal posizionate e non consentivano una buona visione su quanto accadeva al centro della piazza e anche se il dialetto svizzero tedesco utilizzato per i dibattiti non facilitava certo la comprensione dei presenti non di lingua tedesca, mi ha colpito favorevolmente la civiltà e il rispetto con la quale si sono svolti i dibattiti. E la stoicità con la quale i cittadini sono rimasti in piedi per tre ore sotto la pioggia per esercitare con fierezza il loro diritto di voto. Anche la discussione sul burqa, che era il tema più controverso e passionale, si è svolta senza animosità, senza fischi o senza applausi per i vari interventi pro o contro. Vedere i cittadini dibattere liberamente assieme alle autorità politiche cantonali è pure stato interessante : ve lo immaginate come finirebbe un pubblico dibattito sul burqa, per esempio in quella Turchia che taluni vorrebbero ammettere nell’Unione europea?

 

I.P.: Il Guastafeste è stato l’iniziativista dell’iniziativa popolare per il divieto di coprirsi il volto in pubblico, riuscita e approvata a grande maggioranza a livello cantonale. Come si aspettava andassero le cose in canton Glarona?

 

G.G.: Considerato che secondo taluni sondaggi effettuati lo scorso anno da alcuni giornali della Svizzera interna di lingua francese e tedesca era emerso che in Svizzera la percentuale di persone favorevoli al divieto del burqa si aggirava fra il 61 e il 71 per cento, mi aspettavo che i glaronesi avrebbero accolto la proposta del divieto con una percentuale attorno al 65%, come successo in Ticino, e invece si è verificato proprio l’opposto: confesso che la cosa mi ha sorpreso un po’, anche per le proporzioni dei voti contrari al divieto.

 

I.P.: È andata male – ma del resto se l’aspettavano gli stessi propugnatori della proposta, stando a quanto ci dicevano prima della manifestazione – come commenta il risultato?

 

G.G.: Le motivazioni principali secondo me sono tre. In primo luogo a Glarona tutte le autorità (Consiglio di Stato e Parlamento) e i partiti – a eccezione dell’UDC – erano contrari alla proposta del divieto formulata da un cittadino dell’UDC (in Ticino invece il Gran Consiglio era favorevole a introdurre un divieto, ma in una legge e non, come proponevano gli iniziativisti, nella Costituzione). Considerato poi che il voto alla Landsgemeinde non è segreto (visto che si vota per alzata di mano), credo che in qualche misura ciò abbia influito sull’esito della votazione. Infine ha avuto il suo peso anche la tesi, sostenuta dal Consiglio di Stato, che un simile divieto andasse disciplinato a livello federale e non cantonale. E su questo punto sono d’accordo anch’io, perché l’islamizzazione in corso da noi come in tutta Europa è un problema nazionale e non cantonale. Del resto avevo promosso l’iniziativa in Ticino dichiarando apertamente che il mio scopo era quello di fare da apripista a livello nazionale, come è poi accaduto nel marzo dello scorso anno con il lancio dell’iniziativa federale “antiburqa”. Sono curioso di vedere cosa voteranno i glaronesi nel segreto dell’urna quando fra un paio d’anni, se tutto va bene, si voterà in tutta la Svizzera sull’iniziativa federale…

 

I.P.: Che cosa farà adesso il Guastafeste, quali le azioni nel presente (ci riferiamo in particolare all’iniziativa federale) e nell’immediato futuro?

 

G.G.: Nei prossimi tre quattro mesi sarò impegnato in particolare su tre fronti: 1) contribuire alla riuscita dell’iniziativa federale antiburqa, di cui sono responsabile per la raccolta delle firme in Ticino (ci mancano ancora 25’000 firme e se qualcuno intende contribuire alla raccolta può contattarmi all’indirizzo ilguastafeste@bluewin.ch) – 2) raccogliere adesioni a favore della petizione che ho lanciato alla fine di marzo e che chiede di proibire in Svizzera i movimenti islamisti nonché di chiudere i centri da essi gestiti (la petizione, che può essere firmata solo “online” tramite il sito www.ilguastafeste.ch, ha già raccolto in tutta la Svizzera oltre un migliaio di firme) – 3) superare in Gran Consiglio lo scoglio della ricevibilità per l’iniziativa sulla legittima difesa che avevo lanciato un anno fa e che chiede l’assunzione da parte dello Stato dei costi processuali e legali sostenuti da persone che, dopo essere state processate per aver ucciso o ferito un malvivente da cui sono state aggredite, sono state assolte per legittima difesa (proposta che guarda caso negli scorsi giorni è stata decisa anche dalla Camera del Parlamento italiano e che diventerà legge dopo l’eventuale adesione del Senato).

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