Al festival della dabbenaggine, assegniamo l’allocco d’oro

Mag 18 • L'editoriale, Prima Pagina • 905 Views • Commenti disabilitati su Al festival della dabbenaggine, assegniamo l’allocco d’oro

Eros N. Mellini

Quello che si sta svolgendo nella Berna federale non è una manifestazione canora o cinematografica, è una metaforica gara virtuale di cui immaginiamo l’apoteosi con la consegna – come si usa nei festival cinematografici – di un animale nelle sue tre versioni: oro, argento e bronzo. A Locarno c’è il pardo, a Berlino l’orso, a Venezia il leone: e per la nostra immaginaria rassegna della dabbenaggine, quale animale era più indicato dell’allocco (in dialetto “oróc”), che in senso figurato – ma del tutto immeritatamente, perché in realtà è un animale intelligente – è considerato un simbolo di stupidità?

Una polposa “laudatio”

Leggiamo in un comunicato dell’UDC nazionale intitolato “Il Consiglio degli Stati toglierà il divieto fatto ai richiedenti l’asilo di viaggiare nei loro paesi?” che “Lunedì prossimo la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati esaminerà diverse modifiche della legislazione sull’asilo e sugli stranieri. Questo progetto è un ulteriore tentativo della consigliera federale Simonetta Sommaruga di mettere la sua impronta sulla politica concernente gli stranieri. Contro l’esplicita volontà del Consiglio nazionale, la responsabile del DFGP vuole pure togliere il divieto fatto ai richiedenti l’asilo, alle persone ammesse provvisoriamente e ai rifugiati, di viaggiare nei loro paesi d’origine”. Un divieto peraltro del tutto coerente, perché delle due l’una: o l’interessato gode di protezione in Svizzera perché è perseguitato in patria, e quindi non può ritornarci perché la sua incolumità e la sua vita sono minacciate, oppure tale minaccia non sussiste e allora cade anche il suo diritto, o meglio la necessità di essere protetto. Nemmeno il famoso Monsieur de La Palice avrebbe qualcosa da eccepire. Tant’è vero che il Consiglio nazionale, contro il parere del governo, l’ha approvato. Peccato che adesso il Consiglio degli Stati potrebbe cambiare le carte in tavola.

Triplichiamo l’importo assegnato alla “integrazione”

Ma la “laudatio” dell’attribuzione dell’allocco d’oro non si ferma qui. Recentemente il Consiglio federale – la responsabilità è collegiale, ma a proporlo è in realtà la consigliera federale Sommaruga – ha deciso di triplicare i cosiddetti “forfait d’integrazione” per i richiedenti l’asilo e di spendere 132 milioni di franchi in più l’anno a questo titolo. A parte che gli sforzi d’integrazione non dovrebbero essere imposti al cittadino contribuente, bensì agli stessi rifugiati (e solo a loro), estendere questo costoso intervento ai richiedenti l’asilo e agli “ammessi provvisoriamente” – ossia persone ancora suscettibili di essere respinte o addirittura già respinte – è un puro e semplice paradosso. Devi andartene non appena possibile ma, nel frattempo, ti “integro” nella nostra società spendendo all’uopo un sacco di soldi. Tale assurdità non è che l’ennesima riprova che la candidata al premio della giuria NON ha la minima intenzione di rimpatriare chi non ha diritto allo status di rifugiato politico.

E veniamo all’algoritmo

È recente la notizia che il Politecnico di Zurigo ha sviluppato un algoritmo per la distribuzione dei richiedenti l’asilo nei vari cantoni, a seconda delle loro possibilità concrete di trovare un lavoro. Sarà sperimentato a settembre e dovrebbe permettere di raddoppiare il numero di migranti attivi nel mercato del lavoro. Già, ma a scapito di chi? Una concorrenza per i nostri lavoratori, da aggiungere a quella dei “liberi circolatori” che ci invadono a seguito di uno sciagurato accordo con l’UE? E i migranti che otterranno un impiego, saranno rifugiati riconosciuti, oppure anche persone in procedura d’asilo o addirittura “ammesse provvisoriamente”?

Un’applicazione rigorosa della legge? Das kommt nicht in Frage

Naturalmente, di applicare rigorosamente la legge e rimandare a casa tutti quelli che non soddisfano i requisiti dello statuto di rifugiato secondo la Convenzione di Ginevra (È considerato rifugiato: “Chiunque nel giustificato timore d’essere perseguitato per ragioni di razza, religione, cittadinanza, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per opinioni politiche, si trova fuori dello Stato di cui possiede la cittadinanza e non può o, per tale timore, non vuole domandare la protezione di detto Stato; oppure chiunque, essendo apolide e trovandosi fuori dei suo Stato di domicilio in seguito a tali avvenimenti, non può o, per il timore sopra indicato, non vuole ritornarvi.), neanche parlarne. È fuori questione. Das kommt nicht in Frage.

And the winner is…

E qui siamo un po’ indecisi. A chi assegniamo l’allocco d’oro? Alla sola direttrice del Dipartimento di giustizia e polizia, a tutto il collegio governativo? Forse è il caso di dare la statuetta grande a Simonetta Sommaruga, e una riproduzione più piccola a tutti i consiglieri federali e deputati che ne sostengono la linea politica. Verosimilmente ce ne vorrà un bel numero, ma potrebbero essere fabbricati con l’ausilio di migranti vogliosi di integrarsi, magari identificati grazie a un algoritmo.

 

 

P.S.: per l’argento e il bronzo ci dobbiamo pensare, ma i soggetti meritori non mancano certamente nel panorama svizzero. Un paio a caso? Gruppo per una Svizzera senza esercito? Partito socialista, con la sua smania di adesione all’UE?

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