Aktuell – Das Abo

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Rolando Burkhard

Rolando Burkhard

Ieri sono stato in posta. A Berna. Dovevo spedire una raccomandata da un ufficio postale locale. Uscendo ho notato una bancarella pubblicitaria della Posta con un grande titolo “AKTUELL – DAS ABO” (“Attualità – L’abbonamento”). Su questa bancarella c’era tutta una serie di diversi formulari, in totale sette. Li ho presi tutti, per guardarli poi comodamente a casa.

Sul primo formulario c’era scritto:

  • Gjithçka e perfshire – dhe, edehe me shume ! (mi scuso per l’ortografia non proprio corretta, ma non ho tutti i tasti necessari sulla tastiera del mio computer).

     

    Probabilmente un’interessante informazione, ho pensato, ma di che cosa si tratta in realtà? Nessuna idea. E così ho continuato a leggere gli altri formulari. Sul secondo c’era:

     

  • Sve ukljuceno – i jos vise ! (le mie scuse per l’ortografia valgono anche per questa e per le successive citazioni).

    Nel frattempo, non è che sia diventato molto più intelligente, e così ho letto gli altri formulari. Sul terzo c’era scritto:

     

  • Wszystko w jednym i jeszcze wiecej !

    Anche questo non mi ha aiutato particolarmente a capire. E allora il prossimo…

     

  • Lo tiene todo, y mucho mas !

    In qualche modo suonava già più comprensibile, ma volevo saperne di più. E quindi, il formulario seguente, il quale riportava:

     

  • Tudo incluido – e agora com mais ofertas !

    Anche questo era in parte comprensibile, ma non del tutto chiaro. E allora avanti con il prossimo formulario:

     

  • Kompletan paket – i jos vise !

    Niente da fare, così ho preso in mano il settimo e ultimo formulario:

     

  • All inclusive, and now with even more !

    E finalmente – grazie alla lingua inglese – ho capito di cosa si trattava. Come sempre, di un abbonamento telefonico combinato particolarmente vantaggioso.

    Per fortuna, al momento non ho bisogno di un nuovo abbonamento telefonico. Mi sono tuttavia posto qualche domanda, non sull’abbonamento, ma sulla multiculturalità, le lingue, la comunicazione all’interno della Svizzera, eccetera.

    La mia conclusione: se in questo paese si vuole ancora capire qualcosa, per dialogare al suo interno occorrerà in futuro perlomeno parlare inglese, oppure provenire da qualche luogo dove si parla qualcuna delle lingue esotiche più correnti da noi. Oggi sembrano essere quelle citate sopra (nessuna idea di cosa siano), domani saranno probabilmente le lingue parlate in Kenya, Nigeria, Eritrea, Siria o chissà dove. E il povero Ticino si batte per il mantenimento della lingua italiana nell’amministrazione federale. Beh, buona fortuna…

     

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