Addio alle armi?

Apr 20 • Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 444 Views • Commenti disabilitati su Addio alle armi?

I sondaggi riguardanti la votazione del 19 maggio, non ci lasciano per nulla tranquilli. I «disarmisti» sono in vantaggio, grazie anche alle raccomandazioni di voto del CF e dei partiti storici: PLR, PS, PPD e, come moda imperante esige, i Verdi, che invitano a sottostare al ricatto – è di questo che stiamo parlando – imposto dall’UE! Patrioti?

In parole povere, un ennesimo calcio alla nostra indipendenza, alle nostre tradizioni. Quello che irrita è la parola «abuso», come se in Svizzera, le armi si potessero acquistare come s’acquista lo sfilatino dal panettiere. Sappiamo che non è così, ma pur d’accontentare Bruxelles, un po’ di demagogia non guasta mai! Così come le barzellette che ci sono state raccontate, del tipo: «per combattere il terrorismo». Poi, quando ci si è accorti di averla sparata grossa, si è ripiegato sul «combattere gli abusi». In fatto di abusi, commessi con il placet dei soliti noti, potremmo citare le strenne di passaporti svizzeri, l’accoglienza a profusione di gente venuta da chissà dove – delinquenti compresi – oltre, naturalmente, i munifici versamenti in favore di cause perse in partenza, e senza chiedere il parere di nessuno!

Sarà comunque opportuno far presente cosa si dovranno aspettare i tiratori, i cacciatori e i collezionisti di armi. Per i delinquenti, invece, non cambia niente! Nessuno infatti parla di abolire gli esplosivi, ultimamente usati per fare saltare in aria, con una certa qual frequenza, i nostri bancomat! Schengen, non dovrebbe garantire più sicurezza? Infatti si vede! Quindi, anche se ci dovessero escludere dall’acquis, non è che cambierebbe molto, a parte i milioni che ci costa e che si potrebbero risparmiare ad esempio in favore del 1° pilastro!

Per coloro che ancora non fossero ancora in chiaro su ciò che in breve tempo capiterà a proposito di armi, le nostre, pagate da noi, ecco i numerosi paletti previsti:

  • proibizione di fucili semiautomatici, inclusi Fass57 e Fass90 se con caricatore di capacità superiore a 10 cartucce, in futuro acquistabili solo con autorizzazioni eccezionali e con restrizioni importanti!
  • Divieto d’acquisto di pistole semiautomatiche: proibite se con caricatore di capacità superiore a 20 cartucce e in futuro acquistabili solo con autorizzazioni eccezionali e con ulteriori restrizioni importanti.
  • Proibiti i fucili ex-ordinanza trasformati in semiautomatici (indipendentemente dal caricatore), in futuro acquistabili solo con autorizzazioni eccezionali). Introduzione della clausola di necessità: vedi membro attivo di società di tiro, ma con limite di età!
  • Introduzione della registrazione a posteriori. Inoltre, l’Art. 17 della direttiva UE, in realtà prevede un inasprimento automatico ogni 5 anni! Il primo «giro di vite» è previsto nel 2022, poi nel 2027.
  • A seguire la proibizione assoluta dei semiautomatici per i privati, e come se non bastasse, test medici e psicologici (pagati dalle casse malati?) come condizione di base per il possesso di qualsiasi arma da fuoco!

In poche parole, il tiro sportivo, e non solo, in Svizzera scompariranno, con buona pace di quei partiti che amano proclamarsi «storici»; di quale storia stanno blaterando non l’abbiamo ancora capito; di certo non la nostra! Accettare queste assurde imposizioni e ricatti, equivarrebbe ad abdicare alla nostra libertà, sovranità e identità, rinunciando scientemente ai nostri valori e alle nostre tradizioni.

La «campagna saldi» per vendere la Svizzera prosegue spedita! Questo paese, un tempo fiero, libero e indipendente, ha un futuro a dir poco incerto, nebuloso, grazie a una classe politica priva di un minimo dignità! Il 19 maggio votiamo un «NO» convinto per combattere i nuovi balivi, la dittatura dell’UE e i numerosi lacchè nostrani che la sostengono!

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