Accordo-quadro con l’UE: il Consiglio federale accetta che l’UE legiferi in Svizzera

Mar 10 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 118 Views • Commenti disabilitati su Accordo-quadro con l’UE: il Consiglio federale accetta che l’UE legiferi in Svizzera

L’estensione del mandato negoziale su un accordo-quadro istituzionale con l’UE annunciato oggi (05.03.2018) conferma che il Consiglio federale intende superare nella precipitazione una nuova tappa nella direzione sbagliata. La maggioranza del governo vuole sempre accettare che l’UE legiferi d’ora in avanti in Svizzera. Questi ministri rinunciano così a una caratteristica essenziale della Svizzera, ossia il diritto inalienabile delle cittadine e dei cittadini di decidere definitivamente delle norme e delle leggi nell’ambito della democrazia diretta.

Se andrà come vuole il Consiglio federale, la Svizzera dovrà accettare automaticamente il diritto UE in un numero di settori ben maggiore di quello previsto inizialmente, senza che il popolo e i cantoni possano dire una parola. Per ciò che concerne il mercato dell’elettricità, per esempio, il governo è pronto a riprendere le regole dell’UE e a creare nuove istanze di sorveglianza. Anche qui, il Consiglio federale sacrifica le strutture federaliste che hanno fatto la forza della Svizzera. Esso delega, di fatto, a Bruxelles il diritto di voto delle Svizzere e degli Svizzeri. A che serve poter votare, se si è sotto la minaccia di sanzioni o di rescissione di accordi? Votando con il coltello alla gola, il cittadino non è evidentemente più libero di decidere (vedi anche l’accordo di Schengen e il diritto svizzero sulle armi).

L’interpretazione delle leggi riprese automaticamente dalla Svizzera e la loro applicazione sarebbero sorvegliate da tribunali arbitrali. Anche questo è un esercizio-alibi, perché questi tribunali arbitrali sarebbero finalmente comunque legati ai giudizi della Corte di giustizia UE e l’UE si riserva il diritto di adottare sanzioni contro la Svizzera in caso di disaccordo. La Svizzera abbandonerebbe così i numerosi vantaggi che le offre la sua posizione al di fuori dell’UE. Il trattato di sottomissione che il Consiglio federale intende stipulare suonerebbe la campana a morto della Svizzera indipendente e autodeterminata. E, peggio, quest’accordo non risponde ad alcuna necessità economica e non giustifica quindi assolutamente il sacrificio della sovranità nazionale.

I soli a beneficiare di quest’accordo sarebbero i politici e i funzionari che potrebbero darsi alle gioie del turismo congressuale, profilarsi come interlocutori dell’UE e applicare le loro decisioni senza doverne rendere conto alle cittadine e ai cittadini. I cittadini, i cantoni e i comuni sopporterebbero le conseguenze di queste azioni. È possibile che certi consiglieri federali e i loro funzionari dirigenti abbiano fatto delle promesse precipitose e sconsiderate a Bruxelles? Si spiegherebbe così la fretta, tanto improvvisa quanto ingiustificata, manifestata dal Consiglio federale.

L’UDC invita ancora una volta il Consiglio federale a fermare finalmente i negoziati su un accordo-quadro con l’UE. Parallelamente, l’iniziativa UDC per la limitazione dell’immigrazione mira a ridare alla Svizzera i mezzi per gestire di nuovo autonomamente l’immigrazione sul suo territorio.

UDC Svizzera

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