A volte bisogna proprio fare di ogni erba un fascio

Ago 3 • L'editoriale, Prima Pagina • 1934 Views • Commenti disabilitati su A volte bisogna proprio fare di ogni erba un fascio

Eros N. Mellini

Eros N. Mellini

In una tavola rotonda tenutasi all’indomani dell’attentato terroristico all’ambasciata USA a Bengasi (Libia) l’11 settembre 2012, nel quale morirono l’ambasciatore, un funzionario e due militi americani, l’unica musulmana statunitense presente in sala rivolse ai partecipanti la seguente domanda: “So che l’Islam e tutti i musulmani vengono dipinti come cattivi, ma ci sono 1,8 miliardi di musulmani adepti dell’Islam. Abbiamo più di 8 milioni di musulmani in questo paese – non ne vedo qui… – ma la domanda è: Come si può combattere una guerra ideologica per mezzo delle armi? Come si può porre fine a questa guerra? La jihad è un’ideologia, ciò di cui avete parlato è un’ideologia, come potete vincere questa causa se non l’affrontate ideologicamente?”

Le rispose magistralmente Brigitte Gabriel, una giornalista americana cristiana d’origine libanese che lavora per l’associazione “Act for America”:

“Ottima domanda. Sono felice che lei sia qui a sollevare questo argomento, perché ciò mi offre l’opportunità di rispondere. Ciò che trovo sorprendente è che, dall’inizio di questa tavola rotonda, noi stiamo parlando dell’attacco a Bengasi contro i nostri concittadini, nessuno ha parlato di musulmani né ha detto di essere contro l’Islam, o ha auspicato una guerra al musulmano. Noi siamo qui per discutere di come quattro Americani siano morti e di cosa il nostro governo stia facendo. Non siamo qui per denigrare i musulmani, è lei che solleva la questione della “maggioranza dei musulmani”, non noi. E, visto che è così, mi permetta di elaborare la mia risposta: oggi ci sono nel mondo 1,2 miliardi di musulmani. Certamente, non sono tutti radicalizzati. La loro maggioranza è costituita da gente pacifica. I fondamentalisti sono stimati essere fra il 15 e il 25%, secondo i servizi d’informazione sparsi per il mondo. Ciò significa che il 75% di loro è pacifico. Ma se si considera il 15-25% della popolazione musulmana nel mondo, ecco che fra 180 e 300 milioni di persone sono dedicate alla distruzione della civiltà occidentale. Ciò equivale alla popolazione degli Stati uniti. Dunque, perché preoccuparci del 15-25% di radicali? Perché sono i radicali che ammazzano! Sono i radicali che decapitano e massacrano! Se osservate il corso della storia, se recepite tutte le lezioni della storia, la maggior parte dei Tedeschi era pacifica, tuttavia i nazisti tracciarono la rotta. Risultato: 60 milioni di morti, quasi 14 milioni nei campi di concentramento, sei milioni erano Ebrei. La maggioranza pacifica non ebbe la benché minima importanza. Se considerate la Russia, la maggioranza dei Russi era altrettanto pacifica. Ciò nonostante, i Russi furono capaci di massacrare 20 milioni di persone. La maggioranza pacifica non ebbe alcuna importanza. Se prendete la Cina, per esempio, la maggioranza era altrettanto pacifica. E tuttavia, i Cinesi furono capaci di uccidere 70 milioni di persone. La maggioranza pacifica fu irrilevante. Se considerate il Giappone prima della IIa guerra mondiale, anche la maggioranza dei Nipponici era pacifica. Ciò nonostante, il Giappone fu capace di compiere un macello sul suo cammino attraverso l’Asia sud orientale. 12 milioni di morti, per la maggior parte per mezzo di baionette e di pale. La maggioranza pacifica non ebbe alcuna importanza. L’11 settembre negli Stati uniti: abbiamo 2,3 milioni di arabi musulmani che vivono negli USA. Sono stati sufficienti 19 pirati dell’aria, 19 radicali per mettere in ginocchio l’America, distruggere il WTC e attaccare il Pentagono, uccidendo quasi 3’000 Americani quel giorno. La maggioranza pacifica fu irrilevante. Con la nostra capacità di ragionare e parlare dei musulmani moderati e pacifici – sono felice che lei sia qui – ma dove si sono manifestati gli altri? E poiché lei è la sola rappresentante musulmana presente qui, quale cittadina americana seduta in questa sala, ha deciso, invece di porsi delle domande riguardo ai quattro Americani morti e su cosa intenda fare il nostro governo per risolvere questo problema, di parlare a favore dei musulmani moderati e pacifici. Avrei sperato che ne avesse portati altri 10 con lei, per parlare della responsabilità del governo. È ora di buttare il “politicamente corretto” nella spazzatura alla quale appartiene.”

Ho riportato queste considerazioni – è superfluo dire che le condivido in toto – a supporto di alcune mie considerazioni sulla “guerra” che oppone l’Occidente al terrorismo islamico che, negli ultimi tempi, è oggetto di un crescendo impressionante.

Nonostante l’escalation del terrorismo islamico – Parigi, Bruxelles, Nizza, Würzburg, Monaco, Reutlingen, Ansbach, Rouen – c’è gran parte della gente che si ostina a ritenere che la situazione possa e debba essere affrontata con gli strumenti dello Stato di diritto, che non si possa fare “di ogni erba un fascio”, che la maggioranza dei musulmani è moderata, e via dicendo. A queste cavolate si aggiunge poi l’atteggiamento dei politici che a ogni bagno di sangue si riempiono la bocca di parole vuote tipo “non dobbiamo aver paura”, dei cristiani credenti “dobbiamo pregare”, degli autoflagellatori “è colpa nostra, abbiamo cominciato noi con le crociate”, e altre amenità del genere il cui unico effetto – almeno su di me – è un irrefrenabile impulso a mandarli a farsi sodomizzare.

Io sono dell’opinione – e lo vado dicendo da ben prima che gli attentati e gli atti di violenza prendessero un ritmo trisettimanale – che dietro a tutto ciò ci sia un disegno ben definito d’islamizzazione dell’Occidente. Frasi inneggianti alla conquista dell’Europa furono dette da personalità di spicco del mondo islamico come Gheddafi («Abbiamo 50 milioni di mussulmani in Europa e la trasformeranno in un continente mussulmano in pochi decenni… Vi sono segni che preannunciano la vittoria di Allah sull’Europa senza il ricorso a spade e fucili…») o Boumedienne («Presto irromperemo nell’emisfero del nord. E non vi irromperemo da amici, no. Vi irromperemo per conquistarvi. E vi conquisteremo popolando i vostri territori coi nostri figli. Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria»).

Se si considera questo disegno come obiettivo finale, non esistono più islamici moderati, o meglio, il fatto che siano moderati – opportunisticamente o in buona fede, non ha importanza – non è rilevante. La conquista dell’Europa o di tutto l’Occidente vaticinata da Boumedienne sarebbe del tutto legale. Con un tasso di proliferazione decisamente più elevato del nostro e il nostro buonismo idiota che si oppone a qualsiasi ostacolo posto alla loro naturalizzazione, presto o tardi i musulmani saranno in maggioranza e conquisteranno il potere votando tutti, compresi quindi i moderati, per il partito islamico che si sarà nel frattempo costituito. Quindi rappresentano per la nostra civiltà il pericolo a lungo, ma forse già medio termine.

Gli attentatori estremisti costituiscono il braccio violento di questo disegno, e sono evidentemente pericolosi nell’immediato. Ci danno però una certa legittimazione a fare, perlomeno parzialmente, di ogni erba un fascio. Nel senso che dovremmo poter porre delle restrizioni all’entrata di nuovi immigranti islamici e adottare delle misure precauzionali nei confronti di quelli già presenti sul territorio, adducendo più che legittimi motivi di sicurezza nazionale. Senza eccessivi timori di qualche danno collaterale. Di fronte alla minaccia di sanguinosi attentati, qualche ragionevole limitazione dello Stato di diritto (personalmente vedrei di buon occhio l’introduzione della legge marziale per gli atti di terrorismo) sarebbe più che accettabile. A mali estremi, estremi rimedi. Sebbene sia lungi da me il pensiero che gli USA siano in grado di calare lezioni, Guantanamo ha una sua logica.

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