18 gennaio 2019 – Discorso di Christoph Blocher all’Albisgüetli

Mag 19 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 206 Views • Commenti disabilitati su 18 gennaio 2019 – Discorso di Christoph Blocher all’Albisgüetli

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Come ogni anno, pubblichiamo a puntate il tradizionale discorso dell’Albisgüetli, tenuto dal già consigliere federale e nazionale Christoph Blocher. (terza e ultima parte)

VIII. A che punto sono gli altri partiti?

Il 2019 sarà l’anno della verità in politica europea. E se i deputati politici mantengono la parola – il che è, purtroppo, sempre meno il caso – il rifiuto dell’accordo istituzionale potrebbe addirittura essere ottenuto in Parlamento. Quali sono state le parole di questi partiti?

Gerhard Pfister, presidente del PPD, ha dichiarato in febbraio 20118: «Non vedo l’utilità dell’accordo-quadro. (…) Non esiste una sola persona in questo paese che dica “Abbiamo bisogno di questo accordo.»

Petra Gössi, presidente del PLR, ha annunciato in gennaio 2018: «La cittadinanza europea deve essere definitivamente esclusa dai negoziati.» Il che non è esattamente il caso con l’attuale bozza d’accordo.

Il suo predecessore Philippe Müller aveva già nel 2014 respinto con veemenza l’accordo-quadro, esclamando: «Ciò che l’UE abbozza attualmente nel suo mandato non succederà mai. Diventeremmo il paese meno sovrano d’Europa, Saremmo totalmente assoggettati alle pretese dell’UE e non avremmo più voce in capitolo. In questo caso tanto verrebbe aderire direttamente all’UE. Il PLR non lo vuole certamente.»

Sono parole forti. Ma non basta gridare. Bisogna anche saper mostrare i denti. Votare intelligentemente, è ciò che ci vuole oggi. È finito il tempo dei giochetti tattici consistenti nell’attivare il lampeggiatore a destra quando tutti guardano, per poi svoltare a sinistra nell’oscurità.

In febbraio 2018, il PLR s’era inoltre detto persuaso che «la clausola ghigliottina potrà essere abrogata grazie all’accordo-quadro». Ed ecco che si moltiplicano le clausole ghigliottina!

Vedremo ciò che resterà nel 2019 di queste parole forti e apparentemente coraggiose. Ho seri dubbi in proposito. Sarà anche interessante vedere come si comporterà il PS di fronte all’accordo istituzionale, mentre questo partito vuole addirittura aderire all’UE.

Siamo attualmente in procedura di consultazione, ci si dice. Signore e Signori, vi rendete sicuramente conto che non si tratta di consultare, bensì di manipolare e allineare i cosiddetti opinionisti sulla via dell’approvazione.

Per convincervene, leggete la presa di posizione pubblicata in questi ultimi giorni da economiesuisse.

Conosco le formule eufemistiche del Dipartimento federale degli affari esteri. La presa di posizione di economiesuisse potrebbe uscire dalla stessa penna. Forse dei funzionari federali se ne sono incaricati per questa associazione. Dei funzionari economici come portavoce dell’amministrazione pubblica? Si è completamente dimenticato il bel principio «Più libertà, meno Stato»? E dovremmo sorprenderci che economiesuisse abbia reclutato la sua nuova direttrice nell’amministrazione federale? E anche la «Neue Zürcher Zeitung» mi appare in questi giorni come l’organo ufficiale dell’amministrazione federale, una sorta di foglio ufficiale federale. E dobbiamo stupirci quando vediamo delle redattrici della NZZ diventare collaboratrici amministrative di consigliere federali?

Forte della mia lunga esperienza politica, vi dico questo: dobbiamo purtroppo prevedere che alla fine, quando ci sarà una votazione federale, dovremo combattere questa battaglia per l’indipendenza e i diritti del popolo, senza gli altri partiti di governo. Dunque, come nel 1992.

Tuttavia, mi pongo, con un po’ d’inquietudine, la seguente domanda:

abbiamo ancora la forza di rimanere uno Stato liberale e retto dalla democrazia diretta nel cuore dell’Europa, un paese che decide in maniera autonoma e indipendente il suo futuro, che non vuole dissolversi in un «grande insieme» come una zolletta di zucchero in una tazza di thè?

Tutte le alte sfere svizzere hanno già capitolato di fronte all’UE. È ormai da molto tempo che le presunte élite di questo paese si sono decise a favore dell’accordo istituzionale. Ma hanno un problema: come vendere tutto ciò a un popolo recalcitrante? Come barare e abbellire la verità?

IX. Il mandato dell’UDC nella campagna elettorale

All’UDC lo sappiamo bene: il nostro compito principale non è condurre delle campagne elettorali, ma batterci per il benessere delle cittadine e dei cittadini. Ma sappiamo anche che potremo raggiungere i nostri obiettivi politici solo disponendo di un numero sufficiente di rappresentanti validi nei parlamenti, nei governi e nei tribunali. Le elezioni sono un mezzo per raggiungere l’obiettivo. Il 2019 è un anno elettorale.

Per le elezioni nel Consiglio di Stato, è importante che riusciamo di nuovo a formare un governo di destra nel canton Zurigo.

Come UDC, ci presentiamo con il direttore delle finanze Ernst Stocker e con Natalie Rickli. Abbiamo inoltre un buon ticket di cinque con Carmen Walker SpähThomas Vogel et Silvia Steiner. Per una volta, si tratta di candidati che conducono realmente una politica di destra. Bisogna assolutamente che diate il vostro voto a questi cinque candidati, affinché il canton Zurigo non vada alla deriva nel campo rosso-verde come la città di Zurigo.

Il nostro mandato è difendere la libertà e la sicurezza delle cittadine e dei cittadini. Il che è d’altronde anche il mandato del nostro Stato di diritto.

Noi vogliamo vivere in sicurezza all’interno e verso l’esterno. Ecco il solo modo di beneficiare il più possibile della nostra libertà.

Noi ci aspettiamo dallo Stato che tuteli la nostra libertà e ci protegga dal crimine e dai criminali. Vogliamo vivere liberamente e in sicurezza.

Noi ci battiamo per i diritti di partecipazione liberali della democrazia diretta a livello della Confederazione, dei cantoni e dei comuni.

L’UDC intende, con libertà, una vita in una Svizzera autodeterminata e non governata dall’estero.

Noi vogliamo essere delle cittadine e dei cittadini liberi in un paese libero, con imposte, tasse e prelievi moderati. Esigiamo una migliore protezione della proprietà.

Noi vogliamo un’economia il più possibile libera, che crea prosperità, impieghi e posti d’apprendistato.

L’UDC si batte contro la tendenza dello Stato a proteggere sempre meno la nostra sicurezza, a non più controllare le frontiere e a non espellere dei pericolosi criminali stranieri.

L’immigrazione di massa, una politica d’asilo sbagliata e un ricongiungimento familiare eccessivamente generoso, hanno permesso un afflusso nel nostro paese di persone di cui spesso non conosciamo nemmeno l’identità. La sicurezza dell’impiego è soprattutto minacciata dalla libera circolazione delle persone provenienti dall’UE. L’UDC si batte per una gestione autonoma dell’immigrazione, per un’autentica preferenza nazionale e per la reintroduzione dei contingenti di stranieri, sistema che ha dato prova della sua efficacia.

Bisogna perciò sostenere l’iniziativa UDC per la limitazione: i professionisti che non si trovano in Svizzera possono venire, ma rifiutiamo una libera immigrazione.

La nostra sicurezza sociale è minacciata, perché nessuno Stato sociale funziona senza frontiere.

Nonostante la buona situazione economica, il tasso di disoccupazione ha raggiunto livelli record.

L’UDC vuole garantire l’AVS, le rendite, l’assicurazione-invalidità e l’assicurazione-disoccupazione, come pure un buon servizio medico.

L’UDC s’impegna per un’agricoltura produttiva e per un aumento del grado di autosufficienza che contribuisce alla nostra sicurezza alimentare.

Il nostro esercito non è più in grado, oggi, di adempiere alla sua missione. L’UDC vuole una difesa nazionale credibile e, di conseguenza, una protezione efficace della popolazione.

(È quindi utile che, per una volta, una rappresentante del PPD diriga il dipartimento della difesa. Così, gli altri partiti non avranno più bisogno di rifiutare di reazione delle proposte solo perché provengono dall’UDC.)

Signore e Signori, fate sì che queste persone che conoscono la quotidianità e la vita professionale dei cittadini siano elette. Un parlamento composto principalmente di politici professionisti emette sempre più delle leggi inutili e impone dei vincoli burocratici.

Vedete bene, Signore e Signori, quanto avesse ragione Rudolf Minger, il primo consigliere federale UDC, quando diceva: «Preferisco un parlamento che non fa niente a un parlamento che fa delle sciocchezze. »

X. Fine

In quest’anno chiave, decisivo per la libertà e per l’indipendenza, dobbiamo ricordarci di ciò che disse il generale Henri Guisan al popolo svizzero nel 1940, dunque in un’epoca ben più difficile della nostra. Egli prese in contropiede una classe politica esitante di fronte a quello che si chiamava la «Nuova Europa».

«Alla soglia di un anno decisivo, vi invito a riflettere e ad agire da Svizzeri!

Riflettere da Svizzeri significa amare il nostro bel paese, restare fedeli a noi stessi e alla libertà che ci è stata trasmessa, al nostro popolo diverso ma unito (…).»

Difendete anche voi i nostri valori svizzeri e incoraggiate i vostri vicini a fare altrettanto. Il nostro paese ha bisogno di voi!

 

Es lebe die Schweiz!

Vive la Suisse!

Viva la Svizzera!

Viva la Svizra!

 

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