105’581 firme: riuscito il referendum contro l’aumento del prezzo della vignetta autostradale

Lug 10 • Dalla Svizzera, Iniziative e referendum • 1284 Visite • Commenti disabilitati su 105’581 firme: riuscito il referendum contro l’aumento del prezzo della vignetta autostradale

Eros N. Mellini

Eros N. Mellini

Verranno consegnate oggi alla Cancelleria federale 105’581 firme per il referendum contro l’insensato aumento del prezzo della vignetta autostradale, voluto dal Consiglio federale e approvato dal Parlamento. Se si pensa che per un referendum sono sufficienti 50’000 sottoscrizioni, l’assurdità di questo ulteriore balzello imposto agli automobilisti è ancora più evidente.

La Confederazione incassa già da quest’ultimi 9,5 miliardi l’anno sotto forma di tasse sui carburanti, vignetta autostradale a 40 franchi, tassa sul traffico pesante, eccetera. Soldi che, trattandosi di tasse generate dalla strada (e non di imposte), dovrebbero essere vincolate all’utilizzo per la strada. E invece no, la metà confluisce nella cassa generica della Confederazione, e una grossa fetta del rimanente va a finanziare il deficitario traffico ferroviario che, ciononostante, non riesce ad applicare dei prezzi dei biglietti sufficientemente vantaggiosi da perlomeno incoraggiarne l’uso. Alla manutenzione e al completamento della nostra rete autostradale restano quindi le briciole. Risultato: un’ora e mezza da Lugano a Zurigo, un’ora dalla periferia di Zurigo al centro città. E peggio, siccome alla rete stradale vengono dedicati 1,2 miliardi (dei 9,5 incassati), alla circonvallazione Agno-Bioggio si nega il contributo federale che sarebbe ammontato a circa 100-130 milioni di franchi.

È ora di piantarla di dissanguare la categoria degli automobilisti e dei motociclisti. Con questa raccolta di firme abbiamo dimostrato (speriamo), che nella popolazione c’è il giusto risentimento per questo stupido atteggiamento. Adesso toccherà al resto della popolazione votante seguire gli oltre 100’000 firmatari del referendum e respingere in votazione il nuovo insensato balzello.

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