100 personalità “eminenti ed esimie? Non proprio tutte!

Nov 29 • L'opinione, Prima Pagina • 731 Visite • Commenti disabilitati su 100 personalità “eminenti ed esimie? Non proprio tutte!

Dr. Gianfranco Soldati Vicepresidente UDC Ticino

Dr. Gianfranco Soldati
Vicepresidente UDC Ticino

Ho commentato due settimane fa l’appello lanciato da più di 100 “eminenti ed esimie personalità” per favorire un “dibattito sereno e fattuale” (così sta scritto nel proclama) a proposito delle relazioni tra la Svizzera e l’Unione Europea. Personalità che sono, o vorrebbero essere, in fatto di cultura  politica, il fior fiore dell’intellighenzia (Devoto e Oli:  ambito o gruppo di intellettuali ideologicamente impegnati, che costituiscono la mente direttiva e organizzativa di un movimento) nazionale e cantonale.

Una di queste personalità, classificata nella lista dei “più di cento” tra i “viennent ensuite”, è Daniel Woker, già ambasciatore svizzero in Australia, Kuwait e Singapore, adesso in carica come docente universitario a San Gallo. Nel portale “www.journal 21.ch” aperto dagli “eurorealisti” (così si autodefiniscono e proclamano le “più di cento” personalità) l’eminente ed esimio ex ambasciatore e docente di San Gallo (quindi un collega del nostro Paolo Bernasconi) si esprime così a proposito degli incompetenti inaspettatamente usciti vincitori dalle urne lo scorso 9 febbraio: “tremotini (Tremotino è il  nanerottolo che nella fiaba dei fratelli Grimm aiuta la figlia del mugnaio a filare la paglia trasformandola in oro) nazional-destroidi, fifoni dal cuore di coniglio”. Christoph Blocher è il “fanfarone di Herrliberg” che con le sue “coorti (tra l’altro, una suddivisione delle milizie mussoliniane) irregimentate si è comperata una maggioranza”. Il partito nazionale di maggioranza relativa, “condotto da un unico pifferaio (n.d.a.: sempre quello di Herrliberg), ha un patrimonio ideologico fascistoide” e si serve quindi “dei metodi che da quella ideologia derivano”.

René Zeyer, membro della redazione del portale “journal 21”, giornalista tedesco che collabora con periodici e quotidiani di alto livello, tra l’altro con la FAZ, Frankfurter Allgemeine Zeitung, che è quel che era un tempo da noi la NZZ (Neue Zürcher Zeitung), si è pubblicamente dissociato scrivendo su “Weltwoche”: “Non possiamo credere ai nostri occhi quando constatiamo che un ex ambasciatore e docente in carica all’Università di San Gallo per particolare competenza professionale possa pubblicare simili corbellerie (n.d.a.: sciocchezze, stupidaggini)”. E prosegue: “Non bisogna essere un aderente di stretta osservanza UDC o un ardente sostenitore di Blocher  per recepire la scelta dei termini dell’ex ambasciatore e cattedratico di San Gallo per particolari competenze come profondamente indecorosa, ripugnante, ributtante e sprezzante verso chi la pensa diversamente”. Un giudizio che non posso non condividere. Mi meraviglia il fatto che, a mia conoscenza, il nostro cavaliere senza macchia e senza paura, di livello internazionale, Paolo Bernasconi, uno, forse il più autorevole dei “più di cento”, non si sia pubblicamente dissociato. O  condivide? Non so. Ma continua, il giornalista tedesco: “Colui che pensa di essere il solo a vedere la luce, la sola possibile soluzione, la salvezza, è un fanatico. Chi crede di poter denigrare o squalificare in tal modo chi la pensa diversamente, in questo caso addirittura la maggioranza degli elettori svizzeri, è persona pericolosa”. Non credo che questo microcefalo (l’ex ambasciatore e docente incaricato a San Gallo) possa essere pericoloso. Quel che preoccupa fino al malessere è una domanda: come mai è stato possibile che un individuo di questa risma sia diventato ambasciatore svizzero e incaricato di insegnamento presso un’istituzione universitaria che gode di meritata fama?

 

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