1° agosto UDC a Campo Blenio: il discorso del presidente

Ago 3 • L'opinione, Prima Pagina • 554 Visite • Commenti disabilitati su 1° agosto UDC a Campo Blenio: il discorso del presidente

Piero Marchesi Presidente UDC Ticino

Piero Marchesi
Presidente UDC Ticino

In occasione della mia elezione a Presidente di UDC Ticino nel gennaio di quest’anno, avevo annunciato che avrei voluto un partito più vicino alla gente e che riallacciasse i contatti con la componente agraria.

Pianificando questa festa è stato per me naturale pensare a una bella valle come quella di Blenio, dove con orgoglio ricordo di avere parte delle mie origini e in modo particolare alla Famiglia Martinelli, che ringrazio di cuore per l’ospitalità. Prima di dare la parola all’oratore ufficiale di quest’oggi, il giornalista della Weltwoche e Consigliere Nazionale UDC del Canton Nidwaldo, l’amico Peter Keller, che ringrazio per la sua disponibilità e simpatia, voglio esprimere qualche breve riflessione.

La Festa del 1° agosto è un evento molto importante per tutti i cittadini svizzeri, occasione per ricordare il passato, analizzare il presente e perché no, definire il futuro. Un futuro che è tutto fuorché scontato e roseo, perché le minacce che il nostro Paese deve affrontare sono purtroppo la quotidianità. In un mondo sempre più globalizzato, dove i confini nazionali appaiono purtroppo solamente sulla carta, dove in nome della libera circolazione delle persone si mettono in ginocchio cittadini e aziende, dove gli accordi internazionali – per alcuni – dovrebbero impedirci di decidere in casa propria e dove una nazione come la nostra, che dovrebbe essere presa a esempio dagli altri Stati europei per democrazia e valori patriottici, viene regolarmente vessata, nel completo silenzio del Consiglio federale.

Essere svizzeri è evidentemente soggettivo, la conferma ne è che oggi vi sono ancora partiti – la sinistra per essere chiari – che vorrebbero uniformarci allo squallore europeo facendo aderire il nostro Paese a questo carrozzone di disperati. Ci sono poi i partiti di centro che sarebbero pronti a vendere anche la madre pur di non dar dispiacere ai loro corrispondenti europei e di non compromettere i vari accordi di libera circolazione, quella delle persone in particolare, che sta mettendo in ginocchio il nostro Cantone.

Parlavo prima di minacce, purtroppo i peggiori nemici della Svizzera li abbiamo in casa. Sono i partiti e politici che antepongono gli interessi di pochi al bene collettivo. Voglio loro ricordare che sono stati eletti per fare il bene del popolo svizzero e non quello europeo.

Nemiche sono pure quelle associazioni ed entità che dicono di non voler far politica, ma che invece la fanno sottobanco, in modo subdolo e irriverente. La Società Svizzera di Pubblica Utilità (SSUP) ne è l’esempio lampante. Dopo aver indetto un concorso farsa sulla creazione di un nuovo Inno Svizzero – chi glielo ha chiesto? – ha consigliato ai Comuni svizzeri di voler utilizzare in occasione del 1° agosto il “nuovo inno” da loro scelto, al posto di quello attuale – e fino a prova del contrario ancora ufficiale.

Non penso sia necessario dirlo, ma noi oggi noi canteremo solo e unicamente il nostro inno, il Salmo Svizzero!

I nemici sono infine quei partiti che, a dipendenza del vento, si comportano come le famose bandiere del lido. Sorrido pensando alle recenti prese di posizione del PPD ticinese che, dopo avere criticato aspramente le nostre prese di posizione contro la libera circolazione delle persone, sulla sciagurata dismissione dei controlli sistematici alle frontiere, sull’evidente criminalità d’importazione, chiedono ora al Consiglio di Stato di agire in modo vigoroso per impedire o perlomeno limitare questi fenomeni. In dialetto di dice “dopo 4 fett ia capit che l’è polenta”.

Il Ministro Gobbi per fortuna non ha certamente aspettato il PPD per agire.

Noi abbiamo da sempre una linea politica chiara e coerente con le posizioni del partito nazionale, lo stesso non si può dire di questi partiti, che in Ticino a volte difendono le nostre posizioni, ma i loro rappresentanti a Berna dicono e votano l’esatto contrario.

Il Ticino ha un problema grave da affrontare con decisione e con soluzioni concrete. Il mondo del lavoro si è deteriorato tanto da discriminare i ticinesi nella ricerca o nella conservazione del posto di lavoro. Il nostro Cantone ha importato purtroppo un tipo d’imprenditoria che non ci appartiene, che sfrutta le condizioni quadro ticinesi per fare pura speculazione. Leggere annunci di ricerca personale esclusivamente frontaliere da parte di aziende appena insediate in Ticino, è l’ennesima dimostrazione che si è toccato il fondo. Oggi i nostri giovani e anche meno giovani, hanno grosse difficoltà nel trovare un posto di lavoro che permetta loro di vivere senza far capo agli aiuti sociali. I Ticinesi, in alcuni settori, vengono sistematicamente licenziati e sostituiti con lavoratori d’oltre confine. Il Ticinese viene considerato, da alcune aziende, solo in seconda battuta, dopo i lavoratori frontalieri.

L’UDC, grazie all’iniziativa “Prima i nostri” che verrà sottoposta in votazione popolare il prossimo 25 settembre, fornisce delle risposte concrete ai Ticinesi. In modo particolare, reintroducendo nel mercato del lavoro quelle regole che permettono di aumentare sensibilmente le possibilità d’impiego. La clausola di preferenza indigena è il cardine dell’iniziativa, grazie alla quale un datore di lavoro si vedrà costretto ad assumere il Ticinese, a parità di competenze, per rapporto al lavoratore estero. Un concetto che chi vuole il bene dei nostri cittadini deve sostenere.

Purtroppo, come dicevo prima, la politica è piena di incoerenze e anche in questo caso tutti gli altri partiti, eccetto la Lega che ci sostiene, cercano in tutti i modi di ostacolare l’iniziativa “Prima i nostri”. Il PLR e il PPD hanno pensato bene di lanciare un controprogetto, anch’esso in votazione il 25 settembre che, a parole, vuole difendere i Ticinesi, ma che in realtà della preferenza indigena se ne infischia. Loro preferiscono proporre soluzioni “eurocompatibili”, perché è evidente che “Prima i nostri”, come del resto l’iniziativa del 9 febbraio, è in contrasto con la libera circolazione. Noi dell’UDC lo diciamo forte e chiaro e lo concretizziamo con questa iniziativa: “vogliamo privilegiare chi vive sul nostro territorio, anche a costo di far saltare la libera circolazione delle persone!”.

Le prossime settimane saranno importantissime per far capire alle e ai Ticinesi che l’iniziativa “Prima i nostri” è l’ultima ancora di salvataggio per il mercato del lavoro ticinese. Lo faremo in modo convinto perché siamo persuasi che il popolo ticinese non si farà infinocchiare dal ministro Vitta e dai partiti storici, che hanno come obiettivo primario la politica “eurocompatibile”.

Conto sul vostro aiuto e sostegno.

Buon Primo d’agosto a tutti evviva la Svizzera e l’UDC!

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